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Messaggistica indipendente radioamatoriale LORA: Vi presento MESHCOM 4.0!

In un mondo sempre più dipendente da internet, c’è chi sperimenta strade alternative. MeshCom 4.0 nasce proprio per questo: creare una rete radioamatoriale di comunicazione in grado di funzionare anche quando tutto il resto si ferma.

Anche se come già scritto nel mio articolo APRS e LoRa: un nuovo amore è sbocciato!, io amo e prediligo la rete APRS che esiste da oltre 30 anni, ho voluto comunque provare questa alternativa per la messaggistica e devo dire che funziona molto bene e può rappresentare un valido backup ai classici messaggi sulla rete di posizionamento radioamatoriale.

Il progetto MeshCom 4.0 viene ufficialmente citato dal 2023 nei contenuti e nelle presentazioni legate all’Institute of Citizen Science for Space & Wireless Communication (ICSSW) come iniziativa basata su LoRa per inviare messaggi via radio senza rete tradizionale. Si tratta di un progetto open-source pensato soprattutto per radioamatori e per comunicazioni indipendenti da internet.

Come funziona?

  1. Ogni nodo utilizza, come nome, un nominativo radioamatoriale con SSID.
  2. I nodi comunicano tra loro via LoRa passando i messaggi di radio in radio fino a destinazione, se non è presente un nodo radio, si sfruttano i gateways.
  3. I gateways possono collegare la rete MeshCom a internet. (non funzionano da Gateways APRS)

Perché sceglierlo?

– comunica anche senza internet
– consuma pochissima energia
– costa poco

Funziona dove i telefoni non arrivano: montagna, campagne, gallerie, isole, ma anche in emergenze o blackout.

Se utilizzo LORA Aprs, a cosa mi serve MESHCOM?

MeshCom, nella sua parte “tracker mobile”, utilizza due canali di comunicazione. Per i messaggi impiega la propria rete proprietaria, mentre per la posizione e i messaggi APRS sfrutta la rete APRS. Funziona in modalità duale: ascolta e trasmette sulle due frequenze operative italiane. In pratica, utilizza 433.175 MHz per i messaggi sulla rete proprietaria e 433.775 MHz per APRS, compreso lo smart-beaconing per l’invio della posizione.

Quindi, MESHCOM, aggiunge la funzionalità di messaggistica alternativa, rispetto alla rete APRS, sempre su rete LORA e può rappresentarne un valido backup di comunicazione, inoltre prevede la possibilità di dividere messaggi in gruppi e di discriminare la ricezione e l’invio solo dei messaggi dei gruppi scelti, ad esempio: 222 Italia, 22201 Lazio, 22251 Toscana, etc. pari, per denominazione, ai talkgroup DMR.

Utilizzare MESHCOM, significa sfruttare due reti ed avere un’app android o apple, proprietaria per l’invio di messaggi di testo. Con APRS Lora, bisognerebbe utilizzare app simili a APRSDROID, come ampiamente spiegato nel mio articolo su APRS e LORA.
MESHCOM, prevede l’utilizzo di GATEWAYS e TRACKERS.
Attenzione: I GATEWAYS MESHCOM 4.0, non funzionano da IGATE o DIGI APRS!

Tracker e Gateway MESHCOM: differenze.

Nel mondo LoRa si parla spesso di Tracker e Gateway, io preferisco ed ho testato, dispositivi a marchio LILYGO® ma sul mercato esistono anche altre marche interessanti. Il Tracker è un dispositivo mobile, di solito installato in auto o portato con sé. Invia periodicamente le coordinate GPS per essere visualizzate su mappe online come aprs.fi o lora ham radio. Oltre alla posizione può gestire messaggi e dati da sensori (temperatura, qualità dell’aria, pressione, etc.). Essendo pensato per l’uso “in movimento”, integra un modulo GPS per indicare sempre la posizione in tempo reale.

Attenzione, nelle varie prove effettuate, quando si installa il fimrware MESHCOM 4.0 su Tracker, se poi si vuole sostituire con altro firmware, spesso, il GPS, non viene più visto e bisogna resettarlo con un una procedura abbastanza complessa che vi indicherò in un articolo a parte.

Il Gateway, a differenza di altri progetti come quello di Ricardo Guzman o similari, utilizza lo stesso firmware MESHCOM del Tracker ma svolge un ruolo diverso e ribadisco che NON FUNZIONA come IGATE o DIGI APRS ma soltanto come Gateway per la rete MESHCOM. È un nodo fisso, posizionato in un punto strategico e spesso in altura, per garantire una buona copertura radio e aiuta a ritrasmettere le informazioni verso nodi più lontani, completando la maglia della rete radio. Se ha accesso a internet, diventa il punto di ingresso e uscita dei dati/messaggi/messaggi da sensori, verso la rete internet; se non è collegato, si limita a ripetere via radio sulla rete MESHCOM. Non ha bisogno del GPS perché le sue coordinate sono già note e non variano.

Attenzione: se per errore si attiva dall’app il GPS sul Gateway, il dispositivo si blocca e bisogna reinstallare il firmware per farlo ripartire.

N.B. Per non intasare la rete, bisogna attivare la funzione gateway, soltanto se si sta in una posizione molto alta e soprattutto se non ce ne sono altri attivi in zona.

Come ci si interfaccia a un nodo LoRa MeshCom?

Per interagire con un nodo MeshCom si possono usare due modalità.
La prima è via Bluetooth, tramite l’app dedicata sul cellulare, con cui si gestiscono impostazioni, messaggi e informazioni del dispositivo.
La seconda è via Wi-Fi, collegandosi alle pagine web interne al firmware da computer o tablet o via ssh con programmi tipo putty per una configurazione più ampia (solo per esperti vedi qui). Questo accesso può essere disponibile anche da remoto, se il nodo è connesso a internet e il router è configurato correttamente.

Tutti i dati raccolti dai nodi possono inoltre essere consultati tramite il server MeshCom, che visualizza messaggi, posizioni e attività della rete.

Come si installa MESHCOM sul dispotivo LORA?

Per installare il firmware sul proprio dispositivo LORA, bisogna seguire le istruzione a questo indirizzo: https://icssw.org/en/meshcom-esp32-installer/ basterà, collegare il proprio dispositivo al PC, scegliere dalla schermata di programmazione firmware, il tipo di dispositivo, la porta di comunicazione (COM1,2,3,etc.), la versione firmware (installate sempre l’ultima disponibile) e avviare la scrittura con sovrascrittura del precedente.

Un volta installato, a seconda se di utilizza un tracker o un gateway, bisognerà configurarlo di conseguenza:

Configurazione tracker Meshcom (modelli di scheda LoRa con GPS) in mobilità

  • abilitare TRACK (per compatibilità LoRa APRS con cambio automatico di frequenza) e GPS (viene inviata la posizione su LoRa APRS direttamente acquisita dal GPS della scheda)
  • inserire il call radioamatoriale completo di SSID (si consiglia da -1 a -9 per i dispositivi mobili) solitamente nominativo-9
  • non attivare GATEWAY, le informazioni verranno inviate esclusivamente via RF
  • non serve inserire manualmente le coordinate della posizione
  • verificare che sia attiva MESH e EU8 come paese
  • attivare WEBSERVER se vogliamo gestire la configurazione via browser/WIFI
  • inserire SSID e PASSWORD della rete WIFI se vogliamo gestire la scheda via pagine web dalla rete di casa
  • inserire i gruppi che si desidera ricevere per la messaggistica: ad esempio 222 per Italia, 22251 per la Toscana, etc. Vedi qui

Configurazione Gateway Meshcom (solitamente modelli di scheda LoRa senza GPS) per posizionamento in sede fissa (N.B. non sono compatibili con LoRa APRS classica)

  • NON abilitare TRACK e GPS ma inserire le coordinate fisse (bottone SENDPOS per forzare l’invio su mappa)
  • inserire il call radioamatoriale completo di SSID (si consiglia da -10 a -15 per i dispositivi fissi stabili, -99…-90 per gli sperimentali) solitamente nominativo-15
  • il gateway Meshcom opera sulla frequenza di 433.175 e non effettua cambi di frequenza
  • verificare che sia attiva MESH e EU8 come paese
  • attivare WEBSERVER se vogliamo gestire la configurazione via browser/WIFI
  • inserire SSID e PASSWORD della rete WIFI se vogliamo gestire la scheda via pagine web dalla rete di casa e se vogliamo usarla come gateway
  • attivare la funzione GATEWAY per inviare e ricevere i messaggi usando internet e per interfacciarci direttamente al server centrale
  • NON inserire i gruppi (lasciare a ZERO) in questo modo il gateway riceve e manda messaggi a tutti

Su tutti i tipi di dispositivi, se non vuoi ricevere i messaggi destinati a * (ALL) abilita il pulsante NO MSG ALL

Posso inviare i messaggi da MESHCOM a APRS e viceversa?

Si è possibile inviare i messaggi da MESHCOM ad APRS, sarà sufficiente scrivere il messaggio in questo formato: APRS:testo del messaggio ed inviarli alla stazione aprs di interesse ad esempio: IZ0RIN-7.

Da APRS, sarà sufficiente inviare il messaggio alla stazione MESHCOM, mettendo come destinatario ad esempio IZ0RIN-15.

Posso impostare una password sull’interfaccia WEB?

MESHCOM, prevede una serie di comandi, non presenti in APP o in interfaccia Web, che possono essere inviati via seriale (utilizzando Putty), o tramite interfaccia Web. Fra questi comandi, che trovate qui, c’è anche il comando per impostare o cambiare la password per accedere da remoto all’interfaccia Web: −−webpwd vostrapassword

Ho già attivo un Tracker o un Gateway Meshcom, come posso aggiornare il firmware?

La maniera più semplice è quella di scaricare l’ultimo firmware dal GitHub di MESHCOM e procedere con l’upgrade via OTA.

Attenzione, in questo caso bisogna scegliere il firmware giusto per il vostro dispositivo e c’è differenza fra Gateway e Tracker. Vi indico i firmware per i dispositivi da me consigliati i Lyligo32 e TBeam standard, per gli altri controllate bene il firmware che andate a scaricare come da immagine seguente:


Per aggiornare il firmware:

Collegarsi via web all’indirizzo IP assegnato al dispositivo es. 192.168.x.x, e cliccare sul simbolo dell’ingranaggio:

Poi alla schermata successiva, cliccare su Reboot into OTA UPDATER

Ricollegarsi all’IP del dispositivo dove apparirà la schermata come da foto, a questo punto trascinare dentro il nuovo firmware e cliccare su UPLOAD. Il dispositivo non perderà i settaggi e si riavvierà con il nuovo firmware aggiornato.

Come rendere indipendente, anche a livello energetico, il proprio dispositivo in postazione fissa.

I dispostivi LORA, consumano davvero poca energia, ma in ogni caso la consumano, questo significa che se vogliamo utilizzarli come rete alternativa, dobbiamo essere sicuri che abbiano energia costante anche in caso di BLACKOUT. La soluzione più pratica e duratura (circa 10 giorni teorici senza sole) che ho trovato, dopo numerose prove, è la seguente:

pannello solare da 30 watt
batteria 12volt 6amp Lifepo4
regolatore solare con connessione bluetooth per il monitoraggio dell’impianto
dispositivo LORA LilyGo32 1.6
mini prolunga sma per portare l’attacco dell’antenna all’esterno della scatola
scatola stagna per contenere il tutto

Eventuali Upgrade per migliorare il nodo:


Filtro 433 mhz
Preaplificatore 30db per ricevere meglio
Modulo sensore ambientale Qualità dell’aria/Pressione atmosferica/Temperatura/Umidità con Sonda esterna
DC 24 V/12 V su 5 V 5 A Step Down Converter, Step Down Power Supply Buck Converter, convertitore di tensione 12 V 5 V (per convertire i 12 volt in 5 volt ed alimentare il preamplificatore e, volendo, anche il Lilygo32 senza utilizzare la porta USB che non è monitorata)

P.s. se installate il preamplificatore e il sensore, il nodo consumerà di più, con una autonomia di circa 3/7 giorni senza sole.

Mi raccomando, non installate amplificatori da 2 watt che servono soltanto a intasare e sporcare la frequenza. Il LORA nasce per trasmettere con pochi milliwatt, evitate di fare i furbi e rovinare, così, il lavoro di tutti. LORA = pochissima potenza, lunga distanza!

Telegram e Meshcom

E’ stato creato dal collega IZ0RIM, Roberto, un gruppo telegram per ricevere i messaggi Meshcom Lora. Potete chiedere accesso direttamente a lui all’indirizzo: @Hasta_Siempre

Spero che insieme riusciemo a far crescere questa rete, e che il mio articolo vi sia servito come spunto per cominciare ad utilizzare MESHCOM.

Questa la mappa dei nodi: https://mcmap.oevsv.at/

73 a tutti e buoni collegamenti

Alex IZ0RIN

Presidente 773 Radio Group
Vice Presidente R.N.R.E.

fonti:

Institute of Citizen Science for Space & Wireless Communication

Gruppo Radio Firenze

APRS e LoRa: un nuovo amore è sbocciato!

Cari amici e colleghi, da qualche mese a questa parte, nel mondo dei radioamatori, sta prendendo sempre più piede una vera e propria “moda” tecnologica: la corsa all’acquisto di dispositivi basati su tecnologia LoRa per l’utilizzo con APRS.

Ma cosa c’è dietro questo crescente interesse? Perché tanti radioamatori stanno riscoprendo e rinnovando il proprio impegno nel mondo APRS proprio attraverso LoRa? Scopriamolo insieme!

Premessa: un salto nel passato: cos’è l’APRS?

L’APRS (Automatic Packet Reporting System) è un sistema ideato da Bob Bruninga (WB4APR), introdotto ufficialmente nel 1992 durante la TAPR/ARRL Digital Communication Conference. Si tratta di un protocollo radioamatoriale che permette la trasmissione e la ricezione di informazioni in tempo reale, come:

  • posizione GPS,
  • messaggi di testo brevi,
  • dati meteorologici,
  • telemetria.

Il tutto utilizzando reti di ricetrasmettitori, digipeater e iGate, che inviano i pacchetti anche su internet tramite APRS-IS, rendendoli visibili su portali come aprs.fi.

Perché LoRa sta rivoluzionando l’APRS?

Il ritorno d’interesse per APRS si accompagna oggi all’uso della modulazione LoRa, che ha portato una vera “seconda giovinezza” al sistema. Questa tecnologia, seppur inizialmente sviluppata per applicazioni IoT (Internet of Things), si sposa perfettamente con le esigenze radioamatoriali, per almeno tre motivi principali:

1) Un mondo instabile richiede comunicazioni indipendenti

In un’epoca in cui la geopolitica si fa sempre più incerta e la resilienza delle comunicazioni diventa centrale, molti radioamatori stanno tornando alle radici: la radio come sistema indipendente dalle infrastrutture commerciali.

LoRa APRS, grazie al suo approccio minimalista e all’autonomia energetica, si presta perfettamente a scenari di emergenza o fuori rete.

2) Basso costo, alta curiosità

Dispositivi tracker, dotati di GPS e chip LoRa, possono essere acquistati con una spesa contenuta (spesso sotto i 40-50 €). Questo ha reso l’accesso alla tecnologia estremamente democratico, attirando anche i radioamatori più giovani o chi vuole sperimentare senza grossi investimenti.

3) Bassi consumi, grandi risultati

LoRa utilizza una modulazione Chirp Spread Spectrum, che consente di trasmettere a lunghe distanze (anche ben oltre 10-50 km in campo libero) con potenze molto basse (pochi milliwatt). Ciò significa:

  • consumi ridottissimi,
  • autonomia prolungata con batterie o pannelli solari (bastano un powerbank e un pannellino da 20watt per alimentare un IGATE LoRa)
  • possibilità di realizzare stazioni portatili o fisse a impatto energetico quasi nullo.

Queste caratteristiche rendono LoRa APRS ideale per:

  • uso in escursioni,
  • stazioni di monitoraggio ambientale,
  • scenari di emergenza e protezione civile
  • esperimenti tecnici anche da parte di comunità radioamatoriali.

Lora Aprs è compatibile con l’APRS classico?

A livello radio, NO: LoRa APRS utilizza una modulazione differente da quella del classico APRS su 144.800 MHz o 432.500 in FM e per questo utilizza una frequenza diversa (tipicamente 433.775 MHz in Europa).

Tuttavia, a livello di rete APRS-IS, SI: grazie agli iGate LoRa, i pacchetti ricevuti via LoRa possono essere inoltrati su internet, diventando perfettamente visibili su aprs.fi insieme a quelli tradizionali. Alcuni iGate sono anche “bidirezionali” e permettono di scambiare messaggi da LoRa verso la rete tradizionale APRS e vicerversa.

LoRa e APRS che fortuna!

Noi radioamatori siamo fortunati, perché con l’APRS abbiamo già, da oltre 30 anni, una rete indipendente per la geolocalizzazione, lo scambio di messaggi sms, l’invio di email, la ricezione di bollettini meteo, la telemetria e in generale per lo scambio di informazioni. Ora grazie all’avvento della tecnologia LoRa, possiamo utilizzare APRS anche con questa nuova modalità radio che ovviamente ancora non è capillare come la rete RF classica ma sta crescendo, nel mondo, in maniera esponenziale.

Per utilizzare l’APRS su LoRa, dobbiamo – ovviamente – dotarci di hardware compatibile e di software (firmware) dedicato. Io personalmente ho scelto come hardware:

Per il mio IGATE-DIGIPEATER il LILYGO ® TTGO LoRa32 V2.1_1.6 Versione 433 dal costo di circa 20 euro.

Per il mio TRACKER APRS il LILYGO ® TTGO T-Beam V1.2 ESP32 LoRa 433 che a differenza del primo, ha anche un’antenna GPS e un portabatteria integrato, dal costo di circa 45 euro.


Come firmware: ho scelto di utilizzare i software di Ricardo Guzman per IGATE e TRACKER

Esistono ovviamente altre decine di soluzioni valide sia hardware (come Heltec ESP32 LoRa) che software (come il firmware di IW1CGW) ma sinceramente mi trovo bene con quelle da me segnalate.

Come iniziare?

Come dicevo, ci sono tantissimi hardware da poter utilizzare per i nostri scopi, l’importante è che vi ricordiate di acquistare apparati che trasmettino e ricevino esclusivamente sui 433 Mhz, questo perché esistono dispositivi LoRa che trasmettono su svariate frequenze, i più diffusi sono quelli sui 433, 868 e 915 Mhz. In Italia, per convenzione, i 433 Mhz, sono utilizzati dai radioamatori mentre gli 868 Mhz dagli appassionati senza licenza.
Da segnalare, sugli 868 Mhz, diversi progetti interessanti come MeshTastic con la rete italiana LoraItalia oppure progetti stranieri su frequenze varie come MESHCOM 4.0. Questi progetti mirano a creare reti di comunicazioni (prettamente messaggistica) indipendenti da internet e da fornitori commerciali.

Come installareil firmware di Ricardo Guzman sui Lilygo?

Ricardo Guzman, ha realizzato un’interfaccia web molto intuitiva, per l’installazione del suo firmware. Basta collegare il proprio dispositivo via USB al proprio PC, aprire nel Browser la pagina dedicata e seguire le istruzioni:

Clicca qui per installare il firmware sul tuo IGATE (da mettere in postazione fissa per ricevere, ripetere e inoltrare i segnali ricevuti anche su internet)

Clicca qui per installare il firmware sul tuo TRACKER (per essere geolocalizzato, inviare e ricevere i messaggi grazie agli IGATE sparsi sul territorio)

Per entrambe i casi, una volta collegato al pc tramite cavo usb il terminale LoRa e scelto il tipo di dispositivo dal menù a tendina, è possibile installare il firmware premendo su FLASHFIRMWARE e scegliendo la porta COM interessata. Il processo di installazione dura circa 2 minuti.

Come configurare il proprio IGATE?

Clicca qui per le istruzioni di configurazione

Ricorda, importante, la scelta del simbolo da utilizzare sulla mappa:

Diamante Nero + L: Rx iGate

Diamante Rosso + L: Rx+Tx iGate

Stella verde + L: Modalità Digirepeater

Cerchio blu + L: iGate/Digirepeater con Wx Tx

Come configurare il proprio TRACKER?

Clicca qui per le istruzioni di configurazione

Ricorda importante la scelta del simbolo da associare al proprio SSID:

0 per camminata/corsa

1 per la velocità della bicicletta

2 per le stazioni che si muovono più velocemente: auto, moto, ecc.

N.B.
Sia l’IGATE che il TRACKER, al primo accesso, sono raggiungibili via WIFI il nome di solito è per il primo NOCALL-10 AP e per il secondo LoRaTracker-AP. La Password è 1234567890 e l’indirizzo IP è 192.168.4.1 e una volta inserito nel browser, apparirà la pagina di configurazione, dove esiste anche una sezione dedicata all’aggiornamento chiamata UPDATE OTA.

Per effettuare l’aggiornamento OTA dall’interfaccia WEB, bisognerà scaricare il firmware aggiornato dai github e seguire la procedura, sostanzialmente caricando il file nell’apposito form.

Per l’IGATE trovate il firmware aggiornato qui:

Per il TRACKER il firmware aggiornato qui:

Come posso inviare e ricevere messaggi APRS, comodamente, utilizzando un dispositivo LoRa?

Io personalmente utilizzo, in abbinamento al mio LoRa APRS Tracker, l’applicazione APRSdroid. Attraverso una connessione Bluetooth SPP, riesco a inviare e ricevere messaggi APRS direttamente dal mio smartphone, collegato al tracker, anche senza internet.
Si tratta di una soluzione pratica, economica e molto flessibile.
Di seguito qualche schermata di esempio per la configurazione.
Dopo aver cliccato su: Impostazioni, preferenze delle connessioni, vi apparirà questa schermata dalla quale settare le impostazioni per il dialogo KISS via seriale bluetooth, vi ricordo di attivare il BT (da interfaccia web) sul vostro IGATE o TRACKER per poterlo accoppiare.

Naturalmente, esistono anche altre alternative valide, adatte a ogni esigenza e budget:

Dispositivi con hardware dedicato, come il LILYGO® T-Deck Plus ESP32-S3, dotato di tastiera fisica e radio 433 e display integrati, molto simile, nell’aspetto, ai vecchi BlackBerry

Oppure l’uso di micro PC come Raspberry Pi, equipaggiati con moduli LoRa, per realizzare stazioni APRS personalizzate e versatili e tanto altro.

Come, quali e con cosa posso inviare e ricevere messaggi tramite APRS?

Premessa: per inviare o ricevere un messaggio sulla rete APRS da una stazione radioamatoriale all’altra, senza utilizzare internet, bisogna utilizzare, come gateway, una radio. Io, ad esempio, utilizzo in auto, la Yaesu FTM-400 con TNC integrato: nella foto sotto, potete vedere un esempio di invio verso la stazione LoRA, dell’amico Roberto IZ0RIM-12 da parte della mia stazione mobile IZ0RIN-9. Ovviamente non tutte le radio hanno un display così generoso e touch, quindi, con altre radio, dovrete utilizzare un PC o uno smartphone abbinati ad un programma o un’app per APRS (e ce ne sono per tutti i gusti).

Da ANDROID consiglio APRSDroid utilizzando come gateway la connessione seriale Bluetooth o via cavo, verso il TNC incorporato nella vostra Radio o addirittura via audio verso qualsiasi radio. Questa app, può essere utilizzata anche in abbinamento ad un tracker LoRa.

Da IPHONE pulsemodem ma sinceramente non l’ho mai testata.

Da PC, consiglio programmi classici per APRS e – come sopra – una connessione seriale Bluetooth o via cavo o un collegamento audio.

Come inviare messaggi APRS da internet!

Per inviare messaggi da internet verso APRS, potete utilizzare il form di FINDU

Per leggere i messaggi ricevuti andare a questo indirizzo ricordandovi di sostituire IZ0RIN-7 con il vostro nominativo aggiungendo il corretto SSID :

http://www.findu.com/cgi-bin/msg.cgi?call=IZ0XXX-NN

Ricordate tutti i messaggi inviati e ricevuti tramite APRS sono pubblici e possono essere letti da tutti!

Per approfondire: https://www.calvibit.net/aprsmessages.html

Come inviare una e-mail via APRS?

Per inviare una mail via APRS, bisogna inviare un messaggio inserendo come destinatario EMAIL o EMAIL2 e nel corpo del messaggio inserire in testa l’indirizzo email del destinario, seguito dal messaggio, come nell’esempio seguente: “indirizzo@sito.xx testo del messaggio“.

Come utilizzare WINLINK?

Per utilizzare WINLINK via Aprs, seguire le istruzioni a questo link: https://winlink.org/aprslink

Come ricevere il meteo?

Per ricevere il meteo, in base alla vostra posizione GPS, basta inviare un messaggio con destinatario WXYO con testo today (per oggi) oppure tomorrow (per domani). Il sistema vi restituirà un messaggio con le informazioni richieste.

Come inviare SPOT per WWFF, SOTA, POTA, SiOTA ?

Utilizzare come destinatario APSPOT , questo viene utilizzato per inviare SPOT di attivazioni WWFF, SOTA, POTA, SiOTA, ma attenzione, è necessario registrarsi sul seguente sito
http://parksnpeaks.org/ (dovreste ricevere una email di conferma, controllate lo spam) e in particolare per POTA e SOTA è necessario essere registrati anche sui rispettivi siti.
Nel corpo del messaggio inserire ad esempio:
! POTA I-0639 7.100 SSB PARCO DEL FRIGNANO
Dove: ! inizializza la stringa, POTA è il tipo di referenza (potrebbe essere SOTA, …), 7.100 la frequenza, SSB il sistema di emissione, PARCO DEL FRIGNANO il vostro commento.
Riceverete un messaggio di conferma se tutto è andato a buon fine. Sul sito apspot trovate ampia e chiara documentazione con info in merito.

fonte: ik5ekx

COME INVIARE SMS VERSO TELEFONI SATELLITARI THURAYA?

Per inviare da APRS un messaggio SMS verso un cellulare satellitare THURAYA, inviare un messaggio al destinatario APRSPH con testo: “SAT numeroditelefonosenzaprefisso testo del messaggio

Come vi ho mostrato, ci sono moltissime possibilità e si possono utilizzare gli SMS su APRS per inviare messaggi ed accedere a diversi servizi. Cercando in rete, troverete tante altri servizi a disposizione di tutti i radioamatori.

Controlla la copertura LoRa Aprs, in tempo reale: clicca qui

Buoni collegamenti e buon APRS su LoRA

73 de IZ0RIN – ALEX

Presidente
773 Radio Group

Vice Presidente
R.N.R.E. Protezione Civile Nazionale

Contributo Stazione di Radioamatore 2026: come pagarlo?

Salve a tutti e 73 dal vostro Alex IZ0RIN,

Come ben sapete, dal 2023, il MIMIT, in accordo soltanto con una associazione radioamatoriale, ha deciso di imporre il pagamento del contributo radioamatoriale, per tutti i nuovi radioamatori, in un’unica soluzione decennale pari a 50 euro.

Tutti i radioamatori con l’A.G. in corso di validità alla data di entrata in vigore del decreto ministeriale (19 aprile 2023), dovranno invece continuare a pagare i 5,00 euro fino alla scadenza della stessa, mentre, al rinnovo decennale, dovranno iniziare a versare i famosi 50,00 euro validi per 10 anni, sempre se, qualche altro “illuminato”, non decida di aumentare il balzello.

Come pago i 5,00 per il 2026? Come accadeva nel 2025!

Per pagare i 5,00 euro, (entro il 31 gennaio 2026, dopo si paga una piccola mora) non potrete più utilizzare il vecchio e caro bollettino e nemmeno fare un versamento tramite IBAN (comodo e per molti gratuito) ma dovrete utilizzare il portale MIMIT, effettuando accesso tramite SPID, CIE, etc. (per la felicità soprattutto per gli O.M. più attempati).

Bella pensata vero? Polemiche a parte, vi spiego come fare a pagare! Nella prima pagina che troverete dopo avere effettuato l’accesso sul portale MIMIT, cliccate su “nuovo pagamento“.

A seguire vi apparira questa pagina dove, scrollando, dovrete cercare la voce “11-AUT_GEN_RAD” e cliccare su seleziona.

Dopo aver cliccato su seleziona, vi apparira la pagina per effettuare il pagamento, la riempirete, nella sezione persona fisica, con i vostri dati completi di indirizzo mail obbligatorio, inserirete alla voce importo 5,00, sceglierete il vostro ispettorato di competenza, e molto importante, alla voce note, inserirete: “Contributo anno 2026 Radioamatore nom. I_ _ _ _ _ (A.G. n. …….. – versamento al capo 18, capitolo 2569 art.6)”.

N.B.
Nella causale è importante riportare sempre il vostro nominativo oltre che l’anno di riferimento, mentre il numero di Autorizzazione Generale e le altre informazioni possono anche essere omesse. Non è necessario inviare copia del versamento al proprio ispettorato ma è necessario conservare la ricevuta.

Per pagare il bollettino per il nominativo di sezione della vostra associazione, dovrete invece compilare il modulo come persona giuridica, inserendo il nome e il codice fiscale dell’associazione. Se non avete partita IVA, nel campo apposito, ripetete il codice fiscale.

esempio compilazione per persona giuridica

Ho realizzato per voi, questo video esplicativo.

P.S.

  1. Ci si può recare anche presso l’ufficio postale al costo di euro 2,20 (ma la procedura è davvero macchinosa e non tutti gli impiegati la conoscono) e allo sportello chiedere di pagare il contributo radioamatoriale tramite PAGOPA utilizzando questi dati:
    Denominazione pagamento: MIMIT – AUTORIZZAZIONE ESERCIZIO STAZIONE RADIOAMATORIALE
    Codice Pratica Piattaforma Poste: E518
    Capitolo di entrata: 2569/06
    Causale: Versamento autorizzazione esercizio stazione nominativo IXXXXX
  2. Altra alternativa è, dopo aver compilato tutte le sezioni per il pagamento, scegliere nella schermata pagamenti, di pagare tramite altri gestori PAGO-PA. Sarà possibile scaricare apposita documentazione da portare in tabaccheria o in poste per procedere al pagamento.

Buon pagamento

Alex IZ0RIN

Presidente 773 Radio Group
Vice Presidente R.N.R.E.

V2840409: la sonda che “omaggia” il centenario dell’Aeronautica Militare Italiana!

Nel pomeriggio del 22 agosto 2024, decido di coinvolgere Giovanni IU0PIE, grande tecnico, amico, membro del 773 Sonde Team e socio del 773 Radio Group in un’avventura che ha segnato il suo primo vero recupero di una sonda appena atterrata. Dopo aver comunicato la notizia sul gruppo WhatsApp del P.I.R.S. Lazio, con cui collaboriamo regolarmente, ci prepariamo per la missione. Armati del nostro fidato TTGO, ci dirigiamo verso Pratica di Mare, dove è previsto l’atterraggio della sonda RS41, identificata con il numero V2840409

È una giornata serena, e la sonda, lanciata dal centro meteorologico di Pratica di Mare intorno alle 13:00, ha trascorso più di tre ore in volo, raccogliendo dati atmosferici. Lungo il suo tragitto, la RS41 sorvola parte dell’agropontino, non allontanandosi troppo (evento raro) dall’aeroporto militare di Pratica di Mare dal quale è stata lanciata.

Durante la sua discesa finale, il suo percorso passa, quasi firmandoli, sopra i loghi creati nel 2023 per celebrare i 100 anni dell’Aeronautica Militare Italiana, impressi su un’aiuola e sull’asfalto della nota base militare. Un percorso particolare, quasi irripetibile e inaspettato, come se la sonda volesse rendere un silenzioso omaggio all’importante storia della gloriosa Arma Aeronautica della quale sono fiero di aver fatto parte in qualità di V.A.M. (corso 246), nel lontano 1993/1994.

Alle 16:33, la sonda atterra in un campo. Io e IU0PIE, seguiamo con attenzione i segnali trasmessi al TTGO, pronti a localizzarla. Arriviamo sul posto, scendiamo dall’auto e ci inoltriamo nel campo abbandonato, ci avviciniamo seguendo le indicazioni sulla mappa del MY Sondy Go e dopo circa 100 metri, troviamo la sonda accesa, in mezzo alla vegetazione ormai secca per la carenza di piogge e per il grande caldo che ha caratterizzato l’estate del 2024. La fortuna, però, ci gioca un piccolo scherzo: il paracadute, insieme al pallone, si sono impigliati sui cavi dell’alta tensione, rendendo il recupero più complesso del previsto.

Con guanti speciali e con la massima attenzione, recupero la sonda tirando il filo che piano piano, riesce a far cadere dai cavi tutto il resto.
La sonda, il pallone e il paracadute, sono finalmente nelle nostre mani. Mentre torniamo verso l’auto mi sento chiamare da dietro i cespugli, è William IZ0RDM, del gruppo Sonde Lazio, arrivato anche lui per il recupero. Siamo arrivati per primi ma questo non esclude il fatto che anche William non possa essere incluso nella registrazione su radiosondy.info, da buoni amici, colleghi radioamatori e cacciatori, ci scattiamo il selfie della vittoria!

(iz0rin a sinistra, iz0rdm al centro, iu0pie a destra)

Più tardi, William ci condivide un video che ha girato durante il volo della sonda e che vedete qui di seguito, catturando quel momento magico in cui la RS41 fluttuava nel cielo.

Per me e credo anche per Giovanni, questo pomeriggio rappresenta molto più di un semplice recupero: è un’occasione per vivere appieno la nostra passione, unendo tecnologia, amicizia e la bellezza di condividere esperienze uniche. Quella che inizia come una missione di routine si trasforma in un’avventura indimenticabile, che ci ricorda quanto l’amicizia, l’ham spirit e il rispetto siano importanti nel nostro mondo di cacciatori e radioamatori.

 

73 DE ALEX IZ0RIN

Presidente 773 radio group

A Caccia di Sonde “Fredde”: L’Avventura Siciliana nella Provincia di Enna

7 sonde in 7 giorni

La Sicilia è una terra ricca di fascino, conosciuta per le sue bellezze naturali, il cibo squisito e una storia millenaria. Approfittando delle vacanze sull’isola per visitare i parenti, ho deciso di dedicarmi al recupero di radiosonde “fredde”, lanciate negli ultimi anni dalla base Aeronautica di Trapani-Birgi e atterrate nella provincia di Enna, intorno a Leonforte. Nella seconda settimana di agosto, tra l’8 e il 12, ho avuto l’opportunità di vivere un’esperienza straordinaria, immerso in luoghi incantevoli e accompagnato da persone generose, recuperando cinque radiosonde “fredde” RS41 insieme al mio mitico parente ZU-PINO (con me in foto).

In questo articolo, vi racconto l’emozionante avventura.

Che Cos’è una Radiosonda e cos’è una Sonda “Fredda”?

Per chi non lo sapesse, una radiosonda è un dispositivo meteorologico che viene lanciato in atmosfera, di solito con un pallone, per raccogliere dati come temperatura, umidità e pressione. Una volta terminata la sua missione, intorno ai 36 km di altezza, il pallone scoppia, si apre il paracadute e la radiosonda torna a terra, spesso in luoghi inaspettati. Mentre molte di queste radiosonde vengono recuperate poco dopo la loro caduta e altre si perdono in mare, alcune rimangono sul terreno per mesi o addirittura anni prima di essere ritrovate. Queste sono conosciute come sonde “fredde”.

Recuperare una sonda “fredda” richiede un lavoro da detective, un ottimo spirito di osservazione, una dose extra di pazienza e tanta determinazione. Si ha, vero, un’indicazione dell’ultima trasmissione della sonda ma il segnale è ovviamente assente, non ci sono dispositivi che indicano il punto preciso di atterraggio e le condizioni ambientali possono aver danneggiato o distrutto il dispositivo, o potrebbe non essere più nel luogo indicato perché recuperato da qualcuno che non lo ha registrato. Tuttavia, proprio per queste sfide, il recupero di una sonda “fredda” è estremamente gratificante e divertente, oltre a offrire l’opportunità di fare movimento tra pianure e terreni scoscesi.

L’Inizio dell’Avventura

L’8 agosto 2024, con la mia attrezzatura: due smartphone con Google Maps, un collegamento ZELLO con il P.I.R.S. Italia, l’amico Pietro IT9EWK come corrispondente e tanta voglia di avventura, mi sono unito a ZU-PINO, un parente appassionato e sempre pronto a nuove esperienze che ho entusiasmato con i racconti dei miei precedenti recuperi. Il nostro obiettivo era recuperare quante più sonde “fredde” possibile nella provincia di Enna. Questa regione, con il suo paesaggio collinare e i suoi vasti campi, è un terreno ideale che ha visto decine di atterraggi di questi dispositivi, spesso senza recupero a causa delle difficoltà oggettive del territorio.

Primo Giorno: 8 Agosto – RS U2130820

La prima sonda fredda recuperata è stata la radiosonda U2130820, atterrata la notte del 17 novembre 2023. Dopo un’attenta ispezione del presunto luogo di atterraggio, utilizzando l’ultima posizione utile disponibile, abbiamo iniziato la ricerca tra i campi aperti nei pressi di Leonforte. Abbiamo trovato subito i resti del pallone e del paracadute, presumibilmente utilizzati dai contadini per segnalare una recinzione e quindi non li abbiamo toccati. Dopo quasi due ore di ricerca e di calcoli sulla traiettoria e a circa 200 metri dai resti del pallone, abbiamo trovato i pezzi della RS41: solo il sensore, il gancio di plastica e alcune parti di polistirolo. Nonostante le condizioni, il recupero è stato emozionante e ha testimoniato il tempo trascorso e le forze della natura a cui la sonda era stata esposta.

Secondo Giorno: 9 Agosto – RS S2620905

Il secondo giorno ci ha portato a Nissoria, nei campi di proprietà del caseificio CASEARI NATURA. Qui, abbiamo cercato la radiosonda numero S2620905, caduta il pomeriggio del 7 ottobre 2021. Questo recupero è stato particolarmente speciale grazie alla generosità del proprietario Pippo, che non solo ci ha permesso di accedere alla sua proprietà ma ci ha anche regalato un chilo ottima ricotta fresca! Inoltre, i suoi nipoti, ci hanno accompagnato con un fuoristrada all’interno della valle per raggiungere l’ultima posizione trasmessa dalla sonda e fornita in maniera precisa dall’amico Pietro. Purtroppo, dopo 3 anni e mezzo, abbiamo trovato solo parte dell’involucro di polistirolo con il numero seriale, mentre del PCB, delle batterie e del resto, nessuna traccia. Nonostante il ritrovamento parziale, l’ospitalità e l’aiuto ricevuti hanno reso questa giornata indimenticabile. Consiglio a tutti di acquistare i formaggi di Caseari Natura che sono davvero ottimi!

Terzo Giorno: 10 Agosto – RS T3120879

Il terzo giorno, con il grande ZU-PINO, ci siamo spostati in località Agira, nei pressi del famoso Outlet, presente sulla Catania-Palermo. Con tanta pazienza, abbiamo cercato di recuperare, in un campo di Nicolizia, i resti della sonda T3120879, atterrata la notte del 1 Aprile 2023. Questa sonda è stata trovata praticamente distrutta, probabilmente tritata da una motozappa. Abbiamo trovato frammenti di PCB, polistirolo, porta batterie, batterie e gancio. Il recupero è stato emozionante: una volta individuato il rocchetto del filo, a circa 50 metri di distanza, abbiamo trovato un frammento di polistirolo. Scavando con le mani,  uno dopo l’altro, alcuni resti della RS41 sono riemersi, anche se in condizioni pessime. Il fatto di aver recuperato i resti in maniera divertente, improvvisandoci quasi archeologi, ha aggiunto un ulteriore elemento di soddisfazione alla nostra avventura.

Rocchetto del pallone 

Parti del gancio e pezzi di polistirolo della sonda T3120879
Resti della sonda T3120879
Resti della sonda T3120879

Quarto Giorno: 11 Agosto – RS U2120402

L’11 agosto, (anche se ho registrato la sonda il 12 per un errore), è stato il giorno che ha segnato finalmente il ritrovamento di una radiosonda intatta. La numero U2120402, atterrata il 5 novembre 2023, in una zona montuosa tra Leonforte e Calascibetta. La salita è stata impegnativa e le condizioni del terreno hanno reso difficile il recupero. Siamo stati accompagnati da Carmelo, un signore disponibilissimo proprietario del terreno adiacente a quello della caduta e dai suoi cani. Con fatica e determinazione, siamo riusciti a trovare la quarta radiosonda della nostra spedizione, totalmente intatta e nascosta tra i cespugli. Purtroppo, il pallone e il paracadute erano su un albero, e non siamo stati in grado di recuperarli se non in piccola parte il solo pallone. Non potete immaginare la felicità mia e di ZU-PINO per questo importante recupero.

la radiosonda U2120402 in mezzo ai cespugli
la radiosonda U2120402 in primo piano
il paracaduta in cima ad un albero di ulivo della radiosonda U2120402
la radiosonda U2120402 con parti di pallone

Quinto e ultimo giorno in Sicilia: 12 Agosto – RS U2120379 e a distanza RS V2840811

Il 12 agosto è stato il giorno più fortunato, con un doppio recupero. Il primo, quello della mattina, a distanza, è avvenuto grazie all’amico Antonio IW0DT, che, senza attrezzatura, ha recuperato in un campo la radiosonda numero V2840811, nei pressi di Bracciano, seguendo le mie indicazioni telefoniche.

Il secondo, quello del pomeriggio…

nonostante avessi voluto riposarmi, ZU-PINO mi ha convinto a proseguire nelle nostre ricerche. Siamo partiti alla volta di Assoro, dove, purtroppo, il terreno impervio non ci ha permesso di arrivare nel luogo di atterraggio di un’ennesima sonda fredda che avevamo tenuto d’occhio, abbiamo dovuto, quindi, abbandonare ma non ci siamo dati per vinti e, dopo essere scesi dalla montagna, ci siamo diretti a Nicosia, dove, dopo circa 30 minuti di cammino tra campi non coltivati, abbiamo recuperato la sonda numero U2120379, atterrata la notte del 1 novembre 2023. La sonda era quasi completa, senza sensore, pallone e paracadute, completamente rosicchiata da qualche animale, probabilmente un roditore e morsa forse da qualche volpe.

Cosa dire? Cinque sonde “fredde” siciliane, recuperate in cinque giorni e una sonda a distanza a Bracciano: un risultato di cui sono davvero molto orgoglioso. Come dice Pietro del P.I.R.S., ogni sonda ha una sua storia e una sua traiettoria, ma io aggiungo che tutte hanno contribuito a rendere questa avventura davvero indimenticabile. È stata una caccia che mi ha visto al fianco del meraviglioso ZU-PINO, che, da buon conoscitore del territorio, mi ha aiutato nella ricerca di queste RS41 atterrate nel tempo. Senza di lui, sarebbe stato davvero molto difficile.

Questa esperienza nella provincia di Enna mi ha insegnato molto. Non solo ho potuto approfondire le mie conoscenze tecniche e migliorare le mie abilità nel recupero di radiosonde “fredde”, ma ho anche esplorato paesaggi mozzafiato e condiviso questa passione con un compagno di avventure eccezionale come ZU-PINO.

Il recupero di radiosonde, specialmente quelle “fredde”, è una pratica che unisce scienza, calcoli di traiettoria, spirito di osservazione, avventura e un pizzico di fortuna. Se non l’avete mai provato, vi consiglio vivamente di farlo. Non solo vi divertirete, ma contribuirete a mantenere pulito il nostro pianeta recuperando reperti che altrimenti potrebbero inquinare i territori.

La settima sonda – RS V2830801

Tornato a Roma il 14 agosto, non mi sono fatto mancare un ulteriore recupero nel pomeriggio nei pressi di Aranova, vicino Cerveteri. Questo recupero è stato particolarmente significativo per me, poiché la sonda numero V2830801 l’ho iniziata a tracciare nella notte, mentre ero alla guida della mia auto al ritorno dalla Sicilia, fin dall’altezza di Caserta. Un recupero facile in un campo, che ha segnato il mio trentunesimo recupero a pochi giorni dall’anniversario del mio primo recupero. 31 recuperi, tra Lazio, Belgio e Sicilia, di sonde RS41, OzonoSonde, M10. Sonde italiane, inglesi, belghe e francesi. Cosa volere di più? Ringrazio l’amico Pietro IT9EWK per essere sempre stato in collegamento durante i vari recuperi, inviandomi coordinate e consigli preziosi attraverso il canale P.I.R.S. Italia di ZELLO. Un ringraziamento speciale a ZU-PINO e agli amici siciliani!

Se volete diventare “cacciatori” di sonde, non esistate a contattarmi ed entrerete a far parte, soltanto se lo vorrete, del 773 Sonde Team (specializzazione della mia associazione 773 Radio Group) e del P.I.R.S. Lazio gestito da Pietro IT9EWK.

Alla prossima caccia!

73 de Alex, IZ0RIN
Presidente 773 Radio Group

Radiosonde: Il mio primo recupero “a distanza”.

E’ la notte a cavallo fra il 30 aprile e il 1 maggio 2024, fuori diluvia, non riesco a dormire, comincio quindi a seguire il percorso della radiosonda. partita da pratica di mare, numero V2840876 con atterraggio previsto su Roma Nord con l’intenzione di effettuare un recupero in notturna.

Sono circa le 3.30 di notte, quando mi accorgo che la RS41 è atterrata in un laghetto privato in zona Tiberina. Perdo le speranze nel recupero e mi metto a dormire. Mi sveglio verso le 11, faccio colazione, scambio due battute sulla gruppo Whatsapp del Pirs Lazio e commento l’impossibilità di recuperare questa benedetta sonda che ha deciso di cadere in un luogo privato e per giunta dentro un laghetto.

Nel pomeriggio studio meglio la situazione e mi accordo che quel luogo privato è sede di un centro sportivo dove si pratica sci d’acqua e wakeboarding (una specie di snowboard praticato sull’acqua con l’ausilio di un motoscafo), recuperati i contatti telefonici, decido di chiamare, mi presento al telefono come un radioamatore appassonato di recupero sonde meteo, spiego esattamente di cosa si tratta e chiedo alla gentilissima ragazza in linea se sia possibile effettuare questo recupero. La titolare, mi chiede di mandarle un messaggio whatsapp con una foto delle coordinate della caduta dicendomi che mi farà sapere appena il personale del centro sarà sul posto visto che al momento sono chiusi per via delle cattive condizioni meteo.

Passano un paio di giorni, ormai ho perso le speranze, quando mi arriva il messaggio: “Sonda recuperata, può passare a prenderla!“.

Non ci credo, ho trovato davvero delle persone gentili e disponibili che si sono prodigate nell’accontentare una mia richiesta così fuori dal comune. Senza pensarci due volte e approffittando della bellissima giornata, mi precipito presso il Parco del Tevere EXTREME dove ad accogliermi c’è Enrico, un ragazzo che immediatamente mi consegna la sonda completa di paracadute e pallone. Ci scambio due parole, mi faccio indicare il luogo del ritrovamento e spiego lui a cosa serve il radiosondaggio meteo, analizzo la sonda che ha passato due giorni in acqua e mi accorgo che presenta segni di morsi di nutria, simpatico animaletto simile al castoro, pensando tra me e me che è proprio vero, come dice Pietro del PIRS Italia: “Ogni sonda ha la sua storia!”.

Dopo essermi congedato da Enrico, decido di fermarmi – con il suo permesso – a pranzare in questo paradiso: due laghetti artificiali dove si praticano sport acquatici, personale veramente gentile e disponibile che senza conoscermi, ha recuperato, con uno dei loro motoscafi, una RS41 per me!

Grazie  Parco del Tevere EXTREME, ci rivedremo presto ma stavolta per usufruire dei vostri magnifici servizi!

73 de Alex IZ0RIN

Radiosonde: La mia seconda sonda “fredda”!

È una fredda mattina di San Valentino del 2024 quando decido di esplorare il bosco di fronte al cimitero di Nemi. Ho scaricato, dal sito radiosondy.info, il database delle sonde meteorologiche perse e mi sono imbattuto nella traccia di una radiosonda caduta, il pomeriggio del 4 aprile del 2021, proprio all’interno del bosco a circa 250 metri dall’ingresso.

Il cielo è sereno, ma il freddo si fa sentire mentre mi addentro tra gli alberi spogli. Via Zello, sono collegato con Pietro IT9EWK del P.I.R.S. Italia, proprio lui, come sempre, mi ha inviato la previsione di caduta della RS41 matricola R2410534.

Entro nel parco, passeggio su un sentiero fra gli alberi spogli, il silenzio del bosco è interrotto soltanto dal suono delle foglie secche che croccano sotto i miei piedi e dal mio respiro leggermente affannato, svolto a sinistra su un secondo sentiero, poi il GPS mi dice di addentrarmi fra rovi e foglie morte, raggiungo il punto del presunto atterraggio ed ecco che subito vedo un oggetto bianco che giace a terra: è lei, senza filo, paracadute e pallone.

Mi avvicino, la raccolgo, la guardo, leggo la matricola e corrisponde, si tratta proprio della radiosonda caduta tre anni fa. Il sensore è rotto e sulla superfice di polistirolo, è presente l’impronta, forse di un cinghiale.

Fortunatamente, nonostante l’impronta del probabile ungulato, la radiosonda è integra. La sua superficie bianca è leggermente sporca di fango, manca l’adesivo dell’aeronautica e i segni di tre anni passati alle intemperie ci sono tutti.

Comunico a Pietro il ritrovamento, con la radiosonda al sicuro nel mio zaino, e un bastone fra le mani, che mi è servito per farmi largo fra i rovi. Torno indietro, esco dal bosco, salgo in auto e mi dirigo verso Nemi, per festeggiare il San Valentino con la mia dolce metà che ha avuto la pazienza di attendermi in auto, insieme alla nostra amata cagnolina. Una festa degli innamorati speciale, con, oltre che l’amore, la semplice soddisfazione di aver recuperato, la seconda sonda fredda della mia carriera di cacciatore.

73 de Alex

IZ0RIN

Radiosonde: La mia prima sonda “Fredda”.

Cari amici, vicini e lontani (diceva Nunzio Filogamo, vecchio presentatore radio televisivo) sono qui a raccontarvi il mio primo recupero di una sonda “fredda”!

Nooo, non c’entra nulla l’inverno, né tantomeno il freezer, il ghiaccio o roba simile, semplicemente, una sonda è “fredda”, quando non viene trovata per diverso tempo e viene abbandonata al suo destino.

Oggi, 12 febbraio 2024, giornata discreta dal punto di vista meteo, libero dal lavoro, annoiandomi in casa, travolto da pensieri nostalgici, ho deciso di fare, su radiosondy.info , una ricerca mirata relativa a tutte quelle sonde che dal gennaio 2022 ad oggi, risultano non trovate, in un’area di 20 km dal mio QTH (casa).

Come per magia, il sistema mi ha restituito i dati di una cinquantina di sonde, il risultato subito esportato in un file *.kml e dato in pasto a google heart, è stato trasformato da quest’ultimo in una mappa molto interessante. Dopo aver studiato le varie possibilità e per una serie di ragionamenti e coincidenze, mi sono subito messo in automobile dirigendomi, verso la sonda T3030712 caduta – la notte dello scorso 4 luglio 2023 – in un bosco sulla via dei laghi, a pochi km dalla “salita-discesa” o “salita stregata” di Ariccia.

Arrivo sul posto, parcheggio l’auto su uno spiazzo, scendo a piedi, mi metto in contatto tramite Zello con l’immancabile amico palermitano, Pietro IT9EWK del gruppo P.I.R.S. Italia e condivido con lui la mia posizione, facendomi guidare, in mezzo al bosco, dal mio navigatore e dalla voce di Pietro.

Prendo un sentiero, sbaglio strada, torno indietro, imbocco un sentiero poco battuto, raggiungo un grande albero, giro a sinistra e mi faccio strada in mezzo a rami secchi, sterpaglia e rovi, supero un avvallamento, scosto dei rami, nulla.., il Gps fa capricci e la paura di trovare qualche cinghiale mi tormenta, torno indietro, passo in mezzo a due alberi, ancora rami e rovi ma improvvisamente, scorgo a pochi metri, qualcosa di bianco, mi avvicino e mi appare davanti un paracadute e un pallone scoppiato ma niente sonda…

Non deve essere lontana, penso fra me e me, il filo è di circa 50 metri, mi sposto, di circa 20 metri, mi guardo intorno ed ecco che anche la tanto agognata RS41 si presenta, in bella vista, alla base di un albero.

Dopo sette mesi, si trova ancora in condizioni discrete, rosicchiata da qualche animale ma comunque intatta. Inutile descrivervi la gioia mia e dell’amico Pietro al quale subito invio foto e video del ritrovamento, per questo particolare recupero. Nel frattempo, torno verso il mio mezzo di trasporto, salgo a borgo e visto che le coincidenze non mancano, soltanto adesso comincia a piovere, qualcuno, da lassù, mi ha dato il tempo di entrare in possesso di questo nuovo trofeo.

Metto in moto e torno a casa, felice di questo ritrovamento, legato ad una data per me molto cara e triste: il 4 luglio ma del lontano 1987, notte durante la quale, ho perso mio padre che oggi, forse, ha voluto mandarmi questo “regalo”, lanciandomi un segnale proprio dal cielo (mi piace pensarla così) Ciao Papà, grazie di tutto!

73 de IZ0RIN Alex

Presidente

773 Radio Group

Radiosonde: Il mio secondo recupero in Belgio – OZONO SONDA V3742138

Salve a tutti, da pochi giorni mi trovo di nuovo in Belgio e a distanza di un mese dal mio primo recupero di una RS41 inglese atterrata nel paese delle patate fritte, della birra e della cioccolata, sono orgoglioso di raccontarvi il mio secondo recupero ma questa volta di una ozono sonda partita da UCCLE nei pressi di Bruxelles il 31 gennaio 2024 alle ore 12 ed atterrata intorno alle 14.30 dello stesso giorno a circa 90 km dal sito di lancio in direzione SUD-EST nei pressi di Rochefort.

Sono tornato in Belgio a distanza di un mese per motivi personali e la sera del 31 gennaio, mentre consultavo il sito SONDEHUB parlando con i miei amici Luca (CHICO) e Hugo (FORMIDABLE), al quale ho passato la mia passione per il recupero di radiosonde, mi sono accorto che a circa 90 km di distanza da Charleroi (dove alloggio), giaceva una ozono sonda (V3742138) ancora non recuperata. Immediatamente abbiamo organizzato il recupero arrivando sul posto, nei pressi di Rochefort, verso le 22.

La sonda non trasmetteva, l’ultima posizione la vedeva sopra un’area boschiva ma con l’aiuto del collega Pietro IT9EWK del P.I.R.S. Sicilia che collegato via Zello sul canale del PIRS, ci ha calcolato la posizione di atterraggio, ci siamo avventurati nel bosco: Buio pesto, torce accese ad illuminare un sentiero in discesa, freddo e timore di incontrare animali pericolosi come lupi o cinghiali non ci hanno fermato.

Cento metri, duecento metri, trecento metri verso la presunta posizione, la voce rassicurante di Pietro che via Zello ci da indicazioni… improvvisamente fra gli arbusti sei occhi accesi ci fissano, adrenalina alle stelle, tre bellissimi cervi con palchi enormi sulla testa ci guardano e scappano, quattrocento metri, cinquecento metri, seicento metri ed ecco che HUGO urla: “Je vois quelque chose de blanc dans les arbustes” ovvero: “Vedo qualcosa di bianco fra gli arbusti“, era lei, la meravigliosa ozono sonda belga, con il motore ancora acceso ma con la RS41 spenta. Subito ci siamo fatti strada fra i rovi e l’abbiamo raggiunta. Urla di gioia, recupero purtroppo senza pallone e paracadute e immediatamente in marcia verso la nostra auto lasciata a bordo strada.

Il nostro viaggio di circa 180 km totali, è stato ricompensato dallo splendido ritrovamento e dalla tanta adrenalina dettata dalla passeggiata nel bosco, di notte e con il buio pesto per effettuare un recupero eccezionale!

73 de ALEX ON/IZ0RIN

HUGO FORMIDABLE E LUCA CHICO (NUOVI CACCIATORI BELGI)

Radiosonde: la mia prima OZONO SONDA

Salve a tutti, amici, nemici, colleghi, lettori,

eccomi di nuovo qui, a distanza di pochi giorni, per raccontarvi la storia di un nuovo recupero, anche questa volta molto particolare: la mia prima ozono sonda!

Cos’è una ozono sonda?

Questo tipo di sonda meteo, serve per misurare il profilo verticale di Ozono, nell’atmosfera. Per misurare la concentrazione di ozono in funzione della quota si utilizza una cella elettrochimica fatta salire in quota con palloni sonda. Un piccolo motore elettrico aspira l’aria esterna e non appena l’aria contenente ozono fluisce nella cella si avvia una reazione chimica a seguito della quale si determina un passaggio di corrente, la cui intensità è proporzionale alla quantità di ozono. Al fine di evitare che le soluzioni elettrolitiche contenute nell’anodo e nel catodo della cella possano ghiacciare con l’aumentare della quota, interrompendo il flusso di corrente e dunque la misura della concentrazione di ozono, tutto il kit di misura è racchiuso in un contenitore di polistirolo dello spessore di circa 6 cm da cui fuoriesce solo il beccuccio per l’aspirazione dell’aria. Tale contenitore è poi collegato, tramite opportuna interfaccia elettronica, ad una radiosonda in questo caso Vaisala RS41 SG che permette, ogni due secondi, di inviare a terra i dati. (fonte: Meteo Aeronautica Militare)

kit di ozono sondaggio, VAISALA con sonda VAISALA RS41 SG

Capirete la mia eccitazione, quando, nella giornata di oggi, 22 Gennaio 2024, seguendo le previsioni di caduta di questa speciale sonda decollata dal Centro Tecnico per la Meteorologia dell’Aeronautica Militare con sede in Bracciano Vigna di Valle, mi sono accorto che sarebbe potuta cadere vicino al mio QTH di Ariccia. Sono salito in auto ed in costante contatto con gli amici del PIRS Sicilia, ormai Italia, Pietro IT9EWK e Mario IU0MUN (mio mentore in fatto di sonde) ho cominciato ad avvicinarmi a Pomezia, dove era previsto l’atterraggio, con: radio accesa su 405.500 Mhz, TTGO e MYSONDYGO, sintonizzati per seguirne il percorso. Ecco che intorno alle ore 14.15 “vedo” cadere la sonda in un campo nei pressi di via di Porta Medaglia, fra Laurentina e Ardeatina. Impostato il navigatore, mi ritrovo davanti ad un cancello di una proprietà privata, una vastissima area, con all’interno abitazioni e maneggi, la fortuna ha voluto che una persona molto gentile, dopo aver ascoltato la mia passione e la mia richiesta di recupero, mi ha aperto consentendomi di raggiungere il campo dove la ozono sonda, continuava a trasmettere la sua posizione.

foto del luogo di ritrovamento con ozono sonda e deflettore vicini.

Non vi nascondo il mio stupore, quando, adagiata a terra, con accanto soltanto il suo deflettore radarabile per aumentarne la visibilità da parte degli aeromobili, in tutto il suo splendore, ho finalmente scorto il mio tanto desiderato oggetto dei desideri che mancava nella mia piccola collezione di sonde. Recupero davvero facile, una volta raccolta, ho spento il meccanismo di ozono sondaggio e la stessa RS41 e l’ho fotografata. Mi è dispiaciuto non trovare il pallone e il paracadute ma posso accontentarmi ;-).

ozono sonda (grande scatola in polistirolo con all'interno il meccanismo di ozono sondaggio) all'esterno della scatola, appiccicata con nastro adesivo, una VAISALA RS41 SG.
dettaglio della scatola con il messaggio stampato dall'Aeronautica Militare Servizio Meteorologico che autorizza a trattenere la sonda da chi la trova.

Prima di tornare a casa, ho registrato il ritrovamento della ozono sonda T3150851 e una volta giunto nella mia abitazione, ho fotografato il mio trofeo, soddisfatto per aver recuperato questa “rarità”.

Foto della ozono sonda con il suo deflettore, appoggiata su un mobile.
Alert di Radiosonde Tracker inviato via mail che avverte dell'atterraggio della sonda vicino alla mio ricevitore.

73 a tutti e buona caccia de

Alex IZ0RIN P.I.R.S. Lazio
Presidente 773 Radio Group