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Suggerimenti sulle tecnologie e sulla radio.

Messaggistica indipendente radioamatoriale LORA: Vi presento MESHCOM 4.0!

In un mondo sempre più dipendente da internet, c’è chi sperimenta strade alternative. MeshCom 4.0 nasce proprio per questo: creare una rete radioamatoriale di comunicazione in grado di funzionare anche quando tutto il resto si ferma.

Anche se come già scritto nel mio articolo APRS e LoRa: un nuovo amore è sbocciato!, io amo e prediligo la rete APRS che esiste da oltre 30 anni, ho voluto comunque provare questa alternativa per la messaggistica e devo dire che funziona molto bene e può rappresentare un valido backup ai classici messaggi sulla rete di posizionamento radioamatoriale.

Il progetto MeshCom 4.0 viene ufficialmente citato dal 2023 nei contenuti e nelle presentazioni legate all’Institute of Citizen Science for Space & Wireless Communication (ICSSW) come iniziativa basata su LoRa per inviare messaggi via radio senza rete tradizionale. Si tratta di un progetto open-source pensato soprattutto per radioamatori e per comunicazioni indipendenti da internet.

Come funziona?

  1. Ogni nodo utilizza, come nome, un nominativo radioamatoriale con SSID.
  2. I nodi comunicano tra loro via LoRa passando i messaggi di radio in radio fino a destinazione, se non è presente un nodo radio, si sfruttano i gateways.
  3. I gateways possono collegare la rete MeshCom a internet. (non funzionano da Gateways APRS)

Perché sceglierlo?

– comunica anche senza internet
– consuma pochissima energia
– costa poco

Funziona dove i telefoni non arrivano: montagna, campagne, gallerie, isole, ma anche in emergenze o blackout.

Se utilizzo LORA Aprs, a cosa mi serve MESHCOM?

MeshCom, nella sua parte “tracker mobile”, utilizza due canali di comunicazione. Per i messaggi impiega la propria rete proprietaria, mentre per la posizione e i messaggi APRS sfrutta la rete APRS. Funziona in modalità duale: ascolta e trasmette sulle due frequenze operative italiane. In pratica, utilizza 433.175 MHz per i messaggi sulla rete proprietaria e 433.775 MHz per APRS, compreso lo smart-beaconing per l’invio della posizione.

Quindi, MESHCOM, aggiunge la funzionalità di messaggistica alternativa, rispetto alla rete APRS, sempre su rete LORA e può rappresentarne un valido backup di comunicazione, inoltre prevede la possibilità di dividere messaggi in gruppi e di discriminare la ricezione e l’invio solo dei messaggi dei gruppi scelti, ad esempio: 222 Italia, 22201 Lazio, 22251 Toscana, etc. pari, per denominazione, ai talkgroup DMR.

Utilizzare MESHCOM, significa sfruttare due reti ed avere un’app android o apple, proprietaria per l’invio di messaggi di testo. Con APRS Lora, bisognerebbe utilizzare app simili a APRSDROID, come ampiamente spiegato nel mio articolo su APRS e LORA.
MESHCOM, prevede l’utilizzo di GATEWAYS e TRACKERS.
Attenzione: I GATEWAYS MESHCOM 4.0, non funzionano da IGATE o DIGI APRS!

Tracker e Gateway MESHCOM: differenze.

Nel mondo LoRa si parla spesso di Tracker e Gateway, io preferisco ed ho testato, dispositivi a marchio LILYGO® ma sul mercato esistono anche altre marche interessanti. Il Tracker è un dispositivo mobile, di solito installato in auto o portato con sé. Invia periodicamente le coordinate GPS per essere visualizzate su mappe online come aprs.fi o lora ham radio. Oltre alla posizione può gestire messaggi e dati da sensori (temperatura, qualità dell’aria, pressione, etc.). Essendo pensato per l’uso “in movimento”, integra un modulo GPS per indicare sempre la posizione in tempo reale.

Attenzione, nelle varie prove effettuate, quando si installa il fimrware MESHCOM 4.0 su Tracker, se poi si vuole sostituire con altro firmware, spesso, il GPS, non viene più visto e bisogna resettarlo con un una procedura abbastanza complessa che vi indicherò in un articolo a parte.

Il Gateway, a differenza di altri progetti come quello di Ricardo Guzman o similari, utilizza lo stesso firmware MESHCOM del Tracker ma svolge un ruolo diverso e ribadisco che NON FUNZIONA come IGATE o DIGI APRS ma soltanto come Gateway per la rete MESHCOM. È un nodo fisso, posizionato in un punto strategico e spesso in altura, per garantire una buona copertura radio e aiuta a ritrasmettere le informazioni verso nodi più lontani, completando la maglia della rete radio. Se ha accesso a internet, diventa il punto di ingresso e uscita dei dati/messaggi/messaggi da sensori, verso la rete internet; se non è collegato, si limita a ripetere via radio sulla rete MESHCOM. Non ha bisogno del GPS perché le sue coordinate sono già note e non variano.

Attenzione: se per errore si attiva dall’app il GPS sul Gateway, il dispositivo si blocca e bisogna reinstallare il firmware per farlo ripartire.

N.B. Per non intasare la rete, bisogna attivare la funzione gateway, soltanto se si sta in una posizione molto alta e soprattutto se non ce ne sono altri attivi in zona.

Come ci si interfaccia a un nodo LoRa MeshCom?

Per interagire con un nodo MeshCom si possono usare due modalità.
La prima è via Bluetooth, tramite l’app dedicata sul cellulare, con cui si gestiscono impostazioni, messaggi e informazioni del dispositivo.
La seconda è via Wi-Fi, collegandosi alle pagine web interne al firmware da computer o tablet o via ssh con programmi tipo putty per una configurazione più ampia (solo per esperti vedi qui). Questo accesso può essere disponibile anche da remoto, se il nodo è connesso a internet e il router è configurato correttamente.

Tutti i dati raccolti dai nodi possono inoltre essere consultati tramite il server MeshCom, che visualizza messaggi, posizioni e attività della rete.

Come si installa MESHCOM sul dispotivo LORA?

Per installare il firmware sul proprio dispositivo LORA, bisogna seguire le istruzione a questo indirizzo: https://icssw.org/en/meshcom-esp32-installer/ basterà, collegare il proprio dispositivo al PC, scegliere dalla schermata di programmazione firmware, il tipo di dispositivo, la porta di comunicazione (COM1,2,3,etc.), la versione firmware (installate sempre l’ultima disponibile) e avviare la scrittura con sovrascrittura del precedente.

Un volta installato, a seconda se di utilizza un tracker o un gateway, bisognerà configurarlo di conseguenza:

Configurazione tracker Meshcom (modelli di scheda LoRa con GPS) in mobilità

  • abilitare TRACK (per compatibilità LoRa APRS con cambio automatico di frequenza) e GPS (viene inviata la posizione su LoRa APRS direttamente acquisita dal GPS della scheda)
  • inserire il call radioamatoriale completo di SSID (si consiglia da -1 a -9 per i dispositivi mobili) solitamente nominativo-9
  • non attivare GATEWAY, le informazioni verranno inviate esclusivamente via RF
  • non serve inserire manualmente le coordinate della posizione
  • verificare che sia attiva MESH e EU8 come paese
  • attivare WEBSERVER se vogliamo gestire la configurazione via browser/WIFI
  • inserire SSID e PASSWORD della rete WIFI se vogliamo gestire la scheda via pagine web dalla rete di casa
  • inserire i gruppi che si desidera ricevere per la messaggistica: ad esempio 222 per Italia, 22251 per la Toscana, etc. Vedi qui

Configurazione Gateway Meshcom (solitamente modelli di scheda LoRa senza GPS) per posizionamento in sede fissa (N.B. non sono compatibili con LoRa APRS classica)

  • NON abilitare TRACK e GPS ma inserire le coordinate fisse (bottone SENDPOS per forzare l’invio su mappa)
  • inserire il call radioamatoriale completo di SSID (si consiglia da -10 a -15 per i dispositivi fissi stabili, -99…-90 per gli sperimentali) solitamente nominativo-15
  • il gateway Meshcom opera sulla frequenza di 433.175 e non effettua cambi di frequenza
  • verificare che sia attiva MESH e EU8 come paese
  • attivare WEBSERVER se vogliamo gestire la configurazione via browser/WIFI
  • inserire SSID e PASSWORD della rete WIFI se vogliamo gestire la scheda via pagine web dalla rete di casa e se vogliamo usarla come gateway
  • attivare la funzione GATEWAY per inviare e ricevere i messaggi usando internet e per interfacciarci direttamente al server centrale
  • NON inserire i gruppi (lasciare a ZERO) in questo modo il gateway riceve e manda messaggi a tutti

Su tutti i tipi di dispositivi, se non vuoi ricevere i messaggi destinati a * (ALL) abilita il pulsante NO MSG ALL

Posso inviare i messaggi da MESHCOM a APRS e viceversa?

Si è possibile inviare i messaggi da MESHCOM ad APRS, sarà sufficiente scrivere il messaggio in questo formato: APRS:testo del messaggio ed inviarli alla stazione aprs di interesse ad esempio: IZ0RIN-7.

Da APRS, sarà sufficiente inviare il messaggio alla stazione MESHCOM, mettendo come destinatario ad esempio IZ0RIN-15.

Posso impostare una password sull’interfaccia WEB?

MESHCOM, prevede una serie di comandi, non presenti in APP o in interfaccia Web, che possono essere inviati via seriale (utilizzando Putty), o tramite interfaccia Web. Fra questi comandi, che trovate qui, c’è anche il comando per impostare o cambiare la password per accedere da remoto all’interfaccia Web: −−webpwd vostrapassword

Ho già attivo un Tracker o un Gateway Meshcom, come posso aggiornare il firmware?

La maniera più semplice è quella di scaricare l’ultimo firmware dal GitHub di MESHCOM e procedere con l’upgrade via OTA.

Attenzione, in questo caso bisogna scegliere il firmware giusto per il vostro dispositivo e c’è differenza fra Gateway e Tracker. Vi indico i firmware per i dispositivi da me consigliati i Lyligo32 e TBeam standard, per gli altri controllate bene il firmware che andate a scaricare come da immagine seguente:


Per aggiornare il firmware:

Collegarsi via web all’indirizzo IP assegnato al dispositivo es. 192.168.x.x, e cliccare sul simbolo dell’ingranaggio:

Poi alla schermata successiva, cliccare su Reboot into OTA UPDATER

Ricollegarsi all’IP del dispositivo dove apparirà la schermata come da foto, a questo punto trascinare dentro il nuovo firmware e cliccare su UPLOAD. Il dispositivo non perderà i settaggi e si riavvierà con il nuovo firmware aggiornato.

Come rendere indipendente, anche a livello energetico, il proprio dispositivo in postazione fissa.

I dispostivi LORA, consumano davvero poca energia, ma in ogni caso la consumano, questo significa che se vogliamo utilizzarli come rete alternativa, dobbiamo essere sicuri che abbiano energia costante anche in caso di BLACKOUT. La soluzione più pratica e duratura (circa 12/15 giorni teorici senza sole) che ho trovato, dopo numerose prove, è la seguente:

pannello solare da 30 watt
batteria 12volt 6amp Lifepo4
regolatore solare con connessione bluetooth per il monitoraggio dell’impianto
dispositivo LORA LilyGo32 1.6
mini prolunga sma per portare l’attacco dell’antenna all’esterno della scatola
scatola stagna per contenere il tutto

Eventuali Upgrade per migliorare il nodo:


Filtro 433 mhz
Preaplificatore 30db per ricevere meglio
Modulo sensore ambientale Qualità dell’aria/Pressione atmosferica/Temperatura/Umidità con Sonda esterna
DC 24 V/12 V su 5 V 5 A Step Down Converter, Step Down Power Supply Buck Converter, convertitore di tensione 12 V 5 V (per convertire i 12 volt in 5 volt ed alimentare il preamplificatore e, volendo, anche il Lilygo32 senza utilizzare la porta USB che non è monitorata)

P.s. se installate il preamplificatore e il sensore, il nodo consumerà di più, circa 1,3watt/h che porterà ad una durata teorica senza sole di circa 7/8 giorni.

Mi raccomando, non installate amplificatori da 2 watt che servono soltanto a intasare e sporcare la frequenza. Il LORA nasce per trasmettere con pochi milliwatt, evitate di fare i furbi e rovinare, così, il lavoro di tutti. LORA = pochissima potenza, lunga distanza!

Telegram e Meshcom

E’ stato creato dal collega IZ0RIM, Roberto, un gruppo telegram per ricevere i messaggi Meshcom Lora. Potete chiedere accesso direttamente a lui all’indirizzo: @Hasta_Siempre

Spero che insieme riusciemo a far crescere questa rete, e che il mio articolo vi sia servito come spunto per cominciare ad utilizzare MESHCOM.

Questa la mappa dei nodi: https://mcmap.oevsv.at/

73 a tutti e buoni collegamenti

Alex IZ0RIN

Presidente 773 Radio Group
Vice Presidente R.N.R.E.

fonti:

Institute of Citizen Science for Space & Wireless Communication

Gruppo Radio Firenze

APRS e LoRa: un nuovo amore è sbocciato!

Cari amici e colleghi, da qualche mese a questa parte, nel mondo dei radioamatori, sta prendendo sempre più piede una vera e propria “moda” tecnologica: la corsa all’acquisto di dispositivi basati su tecnologia LoRa per l’utilizzo con APRS.

Ma cosa c’è dietro questo crescente interesse? Perché tanti radioamatori stanno riscoprendo e rinnovando il proprio impegno nel mondo APRS proprio attraverso LoRa? Scopriamolo insieme!

Premessa: un salto nel passato: cos’è l’APRS?

L’APRS (Automatic Packet Reporting System) è un sistema ideato da Bob Bruninga (WB4APR), introdotto ufficialmente nel 1992 durante la TAPR/ARRL Digital Communication Conference. Si tratta di un protocollo radioamatoriale che permette la trasmissione e la ricezione di informazioni in tempo reale, come:

  • posizione GPS,
  • messaggi di testo brevi,
  • dati meteorologici,
  • telemetria.

Il tutto utilizzando reti di ricetrasmettitori, digipeater e iGate, che inviano i pacchetti anche su internet tramite APRS-IS, rendendoli visibili su portali come aprs.fi.

Perché LoRa sta rivoluzionando l’APRS?

Il ritorno d’interesse per APRS si accompagna oggi all’uso della modulazione LoRa, che ha portato una vera “seconda giovinezza” al sistema. Questa tecnologia, seppur inizialmente sviluppata per applicazioni IoT (Internet of Things), si sposa perfettamente con le esigenze radioamatoriali, per almeno tre motivi principali:

1) Un mondo instabile richiede comunicazioni indipendenti

In un’epoca in cui la geopolitica si fa sempre più incerta e la resilienza delle comunicazioni diventa centrale, molti radioamatori stanno tornando alle radici: la radio come sistema indipendente dalle infrastrutture commerciali.

LoRa APRS, grazie al suo approccio minimalista e all’autonomia energetica, si presta perfettamente a scenari di emergenza o fuori rete.

2) Basso costo, alta curiosità

Dispositivi tracker, dotati di GPS e chip LoRa, possono essere acquistati con una spesa contenuta (spesso sotto i 40-50 €). Questo ha reso l’accesso alla tecnologia estremamente democratico, attirando anche i radioamatori più giovani o chi vuole sperimentare senza grossi investimenti.

3) Bassi consumi, grandi risultati

LoRa utilizza una modulazione Chirp Spread Spectrum, che consente di trasmettere a lunghe distanze (anche ben oltre 10-50 km in campo libero) con potenze molto basse (pochi milliwatt). Ciò significa:

  • consumi ridottissimi,
  • autonomia prolungata con batterie o pannelli solari (bastano un powerbank e un pannellino da 20watt per alimentare un IGATE LoRa)
  • possibilità di realizzare stazioni portatili o fisse a impatto energetico quasi nullo.

Queste caratteristiche rendono LoRa APRS ideale per:

  • uso in escursioni,
  • stazioni di monitoraggio ambientale,
  • scenari di emergenza e protezione civile
  • esperimenti tecnici anche da parte di comunità radioamatoriali.

Lora Aprs è compatibile con l’APRS classico?

A livello radio, NO: LoRa APRS utilizza una modulazione differente da quella del classico APRS su 144.800 MHz o 432.500 in FM e per questo utilizza una frequenza diversa (tipicamente 433.775 MHz in Europa).

Tuttavia, a livello di rete APRS-IS, SI: grazie agli iGate LoRa, i pacchetti ricevuti via LoRa possono essere inoltrati su internet, diventando perfettamente visibili su aprs.fi insieme a quelli tradizionali. Alcuni iGate sono anche “bidirezionali” e permettono di scambiare messaggi da LoRa verso la rete tradizionale APRS e vicerversa.

LoRa e APRS che fortuna!

Noi radioamatori siamo fortunati, perché con l’APRS abbiamo già, da oltre 30 anni, una rete indipendente per la geolocalizzazione, lo scambio di messaggi sms, l’invio di email, la ricezione di bollettini meteo, la telemetria e in generale per lo scambio di informazioni. Ora grazie all’avvento della tecnologia LoRa, possiamo utilizzare APRS anche con questa nuova modalità radio che ovviamente ancora non è capillare come la rete RF classica ma sta crescendo, nel mondo, in maniera esponenziale.

Per utilizzare l’APRS su LoRa, dobbiamo – ovviamente – dotarci di hardware compatibile e di software (firmware) dedicato. Io personalmente ho scelto come hardware:

Per il mio IGATE-DIGIPEATER il LILYGO ® TTGO LoRa32 V2.1_1.6 Versione 433 dal costo di circa 20 euro.

Per il mio TRACKER APRS il LILYGO ® TTGO T-Beam V1.2 ESP32 LoRa 433 che a differenza del primo, ha anche un’antenna GPS e un portabatteria integrato, dal costo di circa 45 euro.


Come firmware: ho scelto di utilizzare i software di Ricardo Guzman per IGATE e TRACKER

Esistono ovviamente altre decine di soluzioni valide sia hardware (come Heltec ESP32 LoRa) che software (come il firmware di IW1CGW) ma sinceramente mi trovo bene con quelle da me segnalate.

Come iniziare?

Come dicevo, ci sono tantissimi hardware da poter utilizzare per i nostri scopi, l’importante è che vi ricordiate di acquistare apparati che trasmettino e ricevino esclusivamente sui 433 Mhz, questo perché esistono dispositivi LoRa che trasmettono su svariate frequenze, i più diffusi sono quelli sui 433, 868 e 915 Mhz. In Italia, per convenzione, i 433 Mhz, sono utilizzati dai radioamatori mentre gli 868 Mhz dagli appassionati senza licenza.
Da segnalare, diversi progetti interessanti come MeshTastic sugli 868mhz (anche radioamatoriale sui 433) con la rete italiana LoraItalia oppure progetti radioamatoriali sui 433 come MESHCOM 4.0. Questi mirano a creare reti di comunicazioni (prettamente messaggistica) indipendenti da internet e da fornitori commerciali.

Come installareil firmware di Ricardo Guzman sui Lilygo?

Ricardo Guzman, ha realizzato un’interfaccia web molto intuitiva, per l’installazione del suo firmware. Basta collegare il proprio dispositivo via USB al proprio PC, aprire nel Browser la pagina dedicata e seguire le istruzioni:

Clicca qui per installare il firmware sul tuo IGATE (da mettere in postazione fissa per ricevere, ripetere e inoltrare i segnali ricevuti anche su internet)

Clicca qui per installare il firmware sul tuo TRACKER (per essere geolocalizzato, inviare e ricevere i messaggi grazie agli IGATE sparsi sul territorio)

Per entrambe i casi, una volta collegato al pc tramite cavo usb il terminale LoRa e scelto il tipo di dispositivo dal menù a tendina, è possibile installare il firmware premendo su FLASHFIRMWARE e scegliendo la porta COM interessata. Il processo di installazione dura circa 2 minuti.

Come configurare il proprio IGATE?

Clicca qui per le istruzioni di configurazione

Ricorda, importante, la scelta del simbolo da utilizzare sulla mappa:

Diamante Nero + L: Rx iGate

Diamante Rosso + L: Rx+Tx iGate

Stella verde + L: Modalità Digirepeater

Cerchio blu + L: iGate/Digirepeater con Wx Tx

Come configurare il proprio TRACKER?

Clicca qui per le istruzioni di configurazione

Ricorda importante la scelta del simbolo da associare al proprio SSID:

0 per camminata/corsa

1 per la velocità della bicicletta

2 per le stazioni che si muovono più velocemente: auto, moto, ecc.

N.B.
Sia l’IGATE che il TRACKER, al primo accesso, sono raggiungibili via WIFI il nome di solito è per il primo NOCALL-10 AP e per il secondo LoRaTracker-AP. La Password è 1234567890 e l’indirizzo IP è 192.168.4.1 e una volta inserito nel browser, apparirà la pagina di configurazione, dove esiste anche una sezione dedicata all’aggiornamento chiamata UPDATE OTA.

Per effettuare l’aggiornamento OTA dall’interfaccia WEB, bisognerà scaricare il firmware aggiornato dai github e seguire la procedura, sostanzialmente caricando il file nell’apposito form.

Per l’IGATE trovate il firmware aggiornato qui:

Per il TRACKER il firmware aggiornato qui:

Come posso inviare e ricevere messaggi APRS, comodamente, utilizzando un dispositivo LoRa?

Io personalmente utilizzo, in abbinamento al mio LoRa APRS Tracker, l’applicazione APRSdroid. Attraverso una connessione Bluetooth SPP, riesco a inviare e ricevere messaggi APRS direttamente dal mio smartphone, collegato al tracker, anche senza internet.
Si tratta di una soluzione pratica, economica e molto flessibile.
Di seguito qualche schermata di esempio per la configurazione.
Dopo aver cliccato su: Impostazioni, preferenze delle connessioni, vi apparirà questa schermata dalla quale settare le impostazioni per il dialogo KISS via seriale bluetooth, vi ricordo di attivare il BT (da interfaccia web) sul vostro IGATE o TRACKER per poterlo accoppiare.

Naturalmente, esistono anche altre alternative valide, adatte a ogni esigenza e budget:

Dispositivi con hardware dedicato, come il LILYGO® T-Deck Plus ESP32-S3, dotato di tastiera fisica e radio 433 e display integrati, molto simile, nell’aspetto, ai vecchi BlackBerry

Oppure l’uso di micro PC come Raspberry Pi, equipaggiati con moduli LoRa, per realizzare stazioni APRS personalizzate e versatili e tanto altro.

Come, quali e con cosa posso inviare e ricevere messaggi tramite APRS?

Premessa: per inviare o ricevere un messaggio sulla rete APRS da una stazione radioamatoriale all’altra, senza utilizzare internet, bisogna utilizzare, come gateway, una radio. Io, ad esempio, utilizzo in auto, la Yaesu FTM-400 con TNC integrato: nella foto sotto, potete vedere un esempio di invio verso la stazione LoRA, dell’amico Roberto IZ0RIM-12 da parte della mia stazione mobile IZ0RIN-9. Ovviamente non tutte le radio hanno un display così generoso e touch, quindi, con altre radio, dovrete utilizzare un PC o uno smartphone abbinati ad un programma o un’app per APRS (e ce ne sono per tutti i gusti).

Da ANDROID consiglio APRSDroid utilizzando come gateway la connessione seriale Bluetooth o via cavo, verso il TNC incorporato nella vostra Radio o addirittura via audio verso qualsiasi radio. Questa app, può essere utilizzata anche in abbinamento ad un tracker LoRa.

Da IPHONE pulsemodem ma sinceramente non l’ho mai testata.

Da PC, consiglio programmi classici per APRS e – come sopra – una connessione seriale Bluetooth o via cavo o un collegamento audio.

Come inviare messaggi APRS da internet!

Per inviare messaggi da internet verso APRS, potete utilizzare il form di FINDU

Per leggere i messaggi ricevuti andare a questo indirizzo ricordandovi di sostituire IZ0RIN-7 con il vostro nominativo aggiungendo il corretto SSID :

http://www.findu.com/cgi-bin/msg.cgi?call=IZ0XXX-NN

Ricordate tutti i messaggi inviati e ricevuti tramite APRS sono pubblici e possono essere letti da tutti!

Per approfondire: https://www.calvibit.net/aprsmessages.html

Come inviare una e-mail via APRS?

Per inviare una mail via APRS, bisogna inviare un messaggio inserendo come destinatario EMAIL o EMAIL2 e nel corpo del messaggio inserire in testa l’indirizzo email del destinario, seguito dal messaggio, come nell’esempio seguente: “indirizzo@sito.xx testo del messaggio“.

Come utilizzare WINLINK?

Per utilizzare WINLINK via Aprs, seguire le istruzioni a questo link: https://winlink.org/aprslink

Come ricevere il meteo?

Per ricevere il meteo, in base alla vostra posizione GPS, basta inviare un messaggio con destinatario WXYO con testo today (per oggi) oppure tomorrow (per domani). Il sistema vi restituirà un messaggio con le informazioni richieste.

Come inviare SPOT per WWFF, SOTA, POTA, SiOTA ?

Utilizzare come destinatario APSPOT , questo viene utilizzato per inviare SPOT di attivazioni WWFF, SOTA, POTA, SiOTA, ma attenzione, è necessario registrarsi sul seguente sito
http://parksnpeaks.org/ (dovreste ricevere una email di conferma, controllate lo spam) e in particolare per POTA e SOTA è necessario essere registrati anche sui rispettivi siti.
Nel corpo del messaggio inserire ad esempio:
! POTA I-0639 7.100 SSB PARCO DEL FRIGNANO
Dove: ! inizializza la stringa, POTA è il tipo di referenza (potrebbe essere SOTA, …), 7.100 la frequenza, SSB il sistema di emissione, PARCO DEL FRIGNANO il vostro commento.
Riceverete un messaggio di conferma se tutto è andato a buon fine. Sul sito apspot trovate ampia e chiara documentazione con info in merito.

fonte: ik5ekx

COME INVIARE SMS VERSO TELEFONI SATELLITARI THURAYA?

Per inviare da APRS un messaggio SMS verso un cellulare satellitare THURAYA, inviare un messaggio al destinatario APRSPH con testo: “SAT numeroditelefonosenzaprefisso testo del messaggio

Come vi ho mostrato, ci sono moltissime possibilità e si possono utilizzare gli SMS su APRS per inviare messaggi ed accedere a diversi servizi. Cercando in rete, troverete tante altri servizi a disposizione di tutti i radioamatori.

Controlla la copertura LoRa Aprs, in tempo reale: clicca qui

Buoni collegamenti e buon APRS su LoRA

73 de IZ0RIN – ALEX

Presidente
773 Radio Group

Vice Presidente
R.N.R.E. Protezione Civile Nazionale

Contributo Stazione di Radioamatore 2026: come pagarlo?

Salve a tutti e 73 dal vostro Alex IZ0RIN,

Come ben sapete, dal 2023, il MIMIT, in accordo soltanto con una associazione radioamatoriale, ha deciso di imporre il pagamento del contributo radioamatoriale, per tutti i nuovi radioamatori, in un’unica soluzione decennale pari a 50 euro.

Tutti i radioamatori con l’A.G. in corso di validità alla data di entrata in vigore del decreto ministeriale (19 aprile 2023), dovranno invece continuare a pagare i 5,00 euro fino alla scadenza della stessa, mentre, al rinnovo decennale, dovranno iniziare a versare i famosi 50,00 euro validi per 10 anni, sempre se, qualche altro “illuminato”, non decida di aumentare il balzello.

Come pago i 5,00 per il 2026? Come accadeva nel 2025!

Per pagare i 5,00 euro, (entro il 31 gennaio 2026, dopo si paga una piccola mora) non potrete più utilizzare il vecchio e caro bollettino e nemmeno fare un versamento tramite IBAN (comodo e per molti gratuito) ma dovrete utilizzare il portale MIMIT, effettuando accesso tramite SPID, CIE, etc. (per la felicità soprattutto per gli O.M. più attempati).

Bella pensata vero? Polemiche a parte, vi spiego come fare a pagare! Nella prima pagina che troverete dopo avere effettuato l’accesso sul portale MIMIT, cliccate su “nuovo pagamento“.

A seguire vi apparira questa pagina dove, scrollando, dovrete cercare la voce “11-AUT_GEN_RAD” e cliccare su seleziona.

Dopo aver cliccato su seleziona, vi apparira la pagina per effettuare il pagamento, la riempirete, nella sezione persona fisica, con i vostri dati completi di indirizzo mail obbligatorio, inserirete alla voce importo 5,00, sceglierete il vostro ispettorato di competenza, e molto importante, alla voce note, inserirete: “Contributo anno 2026 Radioamatore nom. I_ _ _ _ _ (A.G. n. …….. – versamento al capo 18, capitolo 2569 art.6)”.

N.B.
Nella causale è importante riportare sempre il vostro nominativo oltre che l’anno di riferimento, mentre il numero di Autorizzazione Generale e le altre informazioni possono anche essere omesse. Non è necessario inviare copia del versamento al proprio ispettorato ma è necessario conservare la ricevuta.

Per pagare il bollettino per il nominativo di sezione della vostra associazione, dovrete invece compilare il modulo come persona giuridica, inserendo il nome e il codice fiscale dell’associazione. Se non avete partita IVA, nel campo apposito, ripetete il codice fiscale.

esempio compilazione per persona giuridica

Ho realizzato per voi, questo video esplicativo.

P.S.

  1. Ci si può recare anche presso l’ufficio postale al costo di euro 2,20 (ma la procedura è davvero macchinosa e non tutti gli impiegati la conoscono) e allo sportello chiedere di pagare il contributo radioamatoriale tramite PAGOPA utilizzando questi dati:
    Denominazione pagamento: MIMIT – AUTORIZZAZIONE ESERCIZIO STAZIONE RADIOAMATORIALE
    Codice Pratica Piattaforma Poste: E518
    Capitolo di entrata: 2569/06
    Causale: Versamento autorizzazione esercizio stazione nominativo IXXXXX
  2. Altra alternativa è, dopo aver compilato tutte le sezioni per il pagamento, scegliere nella schermata pagamenti, di pagare tramite altri gestori PAGO-PA. Sarà possibile scaricare apposita documentazione da portare in tabaccheria o in poste per procedere al pagamento.

Buon pagamento

Alex IZ0RIN

Presidente 773 Radio Group
Vice Presidente R.N.R.E.

NOVITA’ NEL MONDO DMR E DISMISSIONE TG REGIONALI A 4 CIFRE: ADDIO AL TG2230, BENVENUTO TG22201 MULTIPROTOCOLLO.

Salve a tutti, come forse avrete saputo, si è riusciti, finalmente e come da me sempre auspicato, ad avere in Italia, una sola unica rete DMR.

IT-DMR, ha deposto le armi e i suoi gestori ne hanno deciso la chiusura convincendosi anche loro che un’unica rete, sempre all’avanguardia, giovi ai radioamatori italiani; li ringrazio per questa scelta illuminata. BrandMeister, d’altronde, grazie alla sua anima internazionale, ai suoi continui aggiornamenti verso nuove tecnologie digitali, è di fatto la rete più utilizzata nel mondo e finalmente anche nella nostra nazione, il 95% dei ripetitori sono attestati su questa realtà ben consolidata.

Questa nuova situazione, ha portato però a dei cambiamenti legati a semplificare il più possibile l’utilizzo del DMR e degli altri protocolli digitali: di fatto, si è deciso di chiudere i TG Regionali a 4 cifre, nati all’epoca, per standardizzarne l’uso anche con la vecchia rete DMR+ che non contemplava le numerazioni a 5 cifre. Oggi, 9 settembre 2023, i TG Regionali a 5 Cifre di BM, mai chiusi, nascono a nuova vita diventando progressivamente (dipende dai singoli gestori) multiprotocollo. In particolare, quello che prima accadeva nel Lazio, a livello di multiprotocollo sul TG2230 (ripeto ormai chiuso), ora accade sul TG22201 ma con dei notevoli miglioramenti.

Il team BM Italia, da sempre, delega la gestione dei TG regionali, a sysops interessati al progetto. Fin dalla sua nascita, ho gestito la parte multiprotocollo del TG2230 ma dopo la sua chiusura, da oggi, gestisco il TG22201 e continuo a gestire il TG222773 (cluster 773 Radio Group) e il TG222111 (Cluster RNRE Protezione Civile).

In qualità di gestore di questi TG, vi riassumo come potervi connettere a queste stanze:

NUOVO LAZIO MULTIPROTOCOLLO BRANDMEISTER TG22201

Come raggiungerlo:

DMR TG22201 (gestito da BM)

DSTAR XLX706G/XRF706G/DCS706G (gestito da IZ0RIN)

YSF XLX222 DG01 (consigliato) o in alternativa YSF XLX706 ROOM #03832 (DIRETTO) (gestito in ordine da BM e da IZ0RIN)

WIRES-X ROOM #41275 – ITALY-22201-BM (gestito da IZ0RIN)

PEANUT XRF706G (gestito da IZ0RIN)

TG222773 (773 Radio Group)

Come già scritto, il TG2230 non esiste più, per questo motivo, ho deciso, visto l’abitudine dei colleghi di utilizzarlo con passaggi stretti e con QSO, “locali”, di mettere a disposizione per le vecchie abitudini, il Talk Group del 773 Radio Group, TG222773.

Come raggiungerlo:

DMR TG222773 (gestito da BM)

DSTAR XLX706C/XRF706C/DCS706C (gestito da IZ0RIN)

YSF ROOM #75373 IT 773 CLUSTER (gestito da IZ0RIN)

PEANUT XRF706C (gestito da IZ0RIN)

TG222111 (R.N.R.E. PROTEZIONE CIVILE)

Come raggiungerlo:

DMR TG222111 (gestito da BM)

DSTAR XLX706E/XRF706E/DCS706E (gestito da IZ0RIN)

YSF ROOM #03238 IT RNRE (gestito da R.N.R.E. Roma IZ0RIN /Piacenza IW4ELZ /Taormina IT9YKJ)

WIRESX ROOM #41686 (gestito da R.N.R.E. Sardegna IS0GQX)

PEANUT XRF706E (gestito da IT9YKJ e IZ0RIN)

Ovviamente, per quanto riguarda gli altri TG NAZIONALE e Regionali, vi invito a contattare i gestori dei singoli TG, vi riassumo in ogni caso, nell’immagine di seguito, la lista degli stessi e il link alla pagina della situazione multiprotocollo aggiornata in tempo reale:

Situazione Multiprotocollo ITALIA: http://italyi4multip.ddns.net/db/Dashboard_Regionali.xhtml

ATTENZIONE:

Per un corretto funzionamento del sistema multiprotocollo, bisogna registrare il proprio nominativo sia sulla rete DSTAR, sia sulla rete DMR, questo perché se si utilizza una radio YAESU FUSION C4FM che non richiede registrazione, il proprio nominativo risulterebbe sconosciuto al sistema che potrebbe bloccare i flussi audio non consentendo ai colleghi in DSTAR o in DMR di ascoltarvi, risultato portanti mute o QSO monchi. Stessa cosa se si è registrati solo sul DSTAR e non sul DMR o viceversa.

Come registarsi al DSTAR e al DMR?

Procuratevi una copia digitale dell’autorizzazione generale.

– Per registrarvi sulla rete DSTAR seguite il link di seguito:
https://www.grupporadiofirenze.net/non-registrato-sulla-rete-digitale-radioamatoriale-d-star/

– Per registrarsi sulla rete DMR e ottenere il proprio ID seguite il link di seguito:
https://www.radioid.net/register#!


Accettate le condizioni in fondo alla pagina e proseguite.

Non ho una radio digitale, come posso utilizzare il mio smartphone o radio LTE/UMTS con Peanut?

Dopo aver registrato il proprio nominativo di stazione sulla rete DSTAR e DMR, si può utilizzare il proprio Smartphone o radio LTE/UMTS (POC RADIO) per parlare sui vari TG Multi-Protocollo. Per farlo, bisogna scaricare dallo store l’app PEANUT, registrare il proprio nominativo a questo indirizzo http://www.pa7lim.nl/peanut-request/ e collegarsi, dal software, agli XLX interessati, ad esempio, per il TG22201, cercate: XRF706G.

Posso utilizzare Peanut su PC?

Certamente si può scaricare la versione per PC dal sito di PA7LIM

73 a tutti e buoni collegamenti

ALEX IZ0RIN

POC RADIO: CAMORO K25 E CLONI… COSA FARE PER CAMBIARE RISOLUZIONE E INSTALLARE LE APP RADIOAMATORIALI OLTRE ZELLO

Ho acquistato lo scorso anno, a poco più di 50 euro, questa interessante POC RADIO (Smartphone Entry Level 4g LTE travestito da Radio), marchiata CAMORO modello K25 il quale vero nome è ZX ma su Aliexpress e sui vari shop in rete, si trova anche sotto vari nomi a seconda degli assemblatori:

  • Vtesping B5
  • Vtesping WG-98
  • YiNiTone B5
  • Camoro K25
  • HamGeek HG-369
  • Kereia V597 Plus
  • Anysecu T56
  • Koleeg KLJ-910
  • KSUN ZL10
  • Ruyage ZL50
  • Hiroyasu HI-R23
  • Senza marchio (OEM)

    Questo terminale viene venduto come ZELLO RADIO a basso costo perché presenta un display a bassa risoluzione NON TOUCH e può apparentemente gestire soltanto una vecchia versione di ZELLO preinstallata, il software di gestione – infatti – non permette di fare altro o di accedere ai menu approfonditi del telefono.

    In realtà, questo terminale, non è altro che uno smartphone con a bordo Android 5.5 che presenta le seguenti e interessanti caratteristiche:
  • RAM da 512 MB
  • Memoria flash da 1 GB
  • Processore Qualcomm MSM8909
  • Rete 2/3/4G
  • Wi-Fi a 2,4 GHz
  • Android 5.1.1 (senza root, modalità sviluppatore attiva per impostazione predefinita)
  • Livello patch di sicurezza 2016-06-01
  • Numero di build T56
  • Kernel 3.10.49 compilato mar 8 ott 2019 @ 17:43:51 CST
  • Banda base LANSUS1-L809V0.02.01
  • LCD a colori 160×128 senza touch
  • Antenna esterna per 4G
  • Hardware PTT
  • Batteria da 6800 mAh con predisposizione per docking station (non inclusa)
  • Altoparlante frontale e microfono

Girando in rete, ho trovato dal sito di ALEX HORNER l’articolo qui tradotto e adattato per voi, dopo aver sperimentato tutti i passaggi sulla mia CAMORO. Fatta questa doverosa premessa, vediamo come poter modificare la risoluzione del display e installare le app di nostro interesse. Prendetevi un’ora di tempo e buon divertimento!

SCRCPY

Collegare con un cavo MicroUSB-USB dal vostro Terminale al PC, successivamente scaricare la versione software di SCRCPY per il vostro sistema operativo. Una volta scaricato, lanciare – ad esempio per la versione Windows – l’eseguibile scrcpy.exe, si aprirà una finestra in mirroring dalla quale potrete gestire il vostro terminale con questo display utilizzando il mouse e la tastiera, proprio come fareste con qualsiasi dispositivo Android. E’ possibile – ad esempio – afferrare la barra nera in alto e tirare verso il basso (potrebbe essere necessario farlo due volte) per accedere agli interruttori di sistema, cosa solitamente impossibile per via del display non touch della POCRADIO.

RIDIMENSIONARE LO SCHERMO:

Si noterà subito, che il display va ridimensionato per via delle dimensioni inadeguate, per farlo, bisogna intervenire tramite riga di comando, lanciando la WindowsPowerShell, all’interno della cartella estratta in precedenza. Per farlo, basterà posizionarsi in un punto vuoto della cartella e tenendo premuto il tasto SHIFT, cliccare sul tasto destro del mouse, apparirà un menù a tendina dove si potrà cliccare appunto sulla voce WindowsPowerShell.

Non lasciatevi scoraggiare dal prompt dei comandi di fronte a voi, tutti i passaggi che bisogna compiere, sono documentati passo-passo. La prima cosa da fare è dire ad ADB che si vuole connettere tramite USB, in questo modo:

.\adb.exe usb

Quindi accedere al prompt dei comandi della radio in questo modo:

.\adb.exe shell

Ora siamo nel prompt dei comandi radio, possiamo usare i comandi per cambiare la risoluzione dello schermo. 
E’ preferibile mantenere la stessa risoluzione e modificare invece il ridimensionamento del display per adattarlo il più possibile, in questo modo:

Come potete vedere, 72 è la densità (ridimensionamento) minima di consigliata. E’ possibile in ogni caso, eseguire il reset della densità wm come dicono le istruzioni, oppure cambiare le dimensioni dello schermo con il comando wm size WxH, ad esempio: wm size 1920 × 1080 e ovviamente tornare all’inizio con il comando wm size reset .

Il motivo per il quale chi ha redatto l’articolo originale preferisce impostare la densità anziché le dimensioni è perché – sembrerebbe – che le impostazioni relative alle dimensioni, a volte, quando si riavvia il dispositivo, possano andare perdute ritornando alla non comoda visualizzazione originale al contrario della densità che invece sembra funzionare costantemente bene. Personalmente ho fatto diverse prove e sinceramente non ho mai riscontrato questo problema ed ho scelto di impostare il tutto a 1920×1080 con densità 72, voi fate varie prove ma attenzione: più alzerete il valore di densità più lo schermo visualizzerà meno porzione di grafica delle app.

Digitare exit per uscire dal prompt dei comandi radio e tornare al prompt dei comandi di PowerShell. Per le varie prove di dimensionamento, utilizzare sempre scrcpy (assicurarsi di chiuderlo prima) al fine di poter gestire meglio il terminale.

INSTALLAZIONE DEL SOFTWARE RADIOAMATORIALE:

Ora che abbiamo un modo semplice per gestire la radio con ADB, possiamo usare – appunto – ADB per installare nuove app! Per questo, come chi ha redatto l’originale di questo articolo, ho deciso di aggiornare l’app Zello esistente e installare anche un nuovo Launcher e infine EchoLink. Ho installato anche DVSWitch ma non è molto pratico nell’uso per via del display non touch.

Per chi non lo sapesse, l’app Launcher è l’app che viene eseguita sul un dispositivo Android per visualizzare l’elenco delle app disponibili sulla schermata iniziale. Il programma di avvio integrato sulla radio, chiamato Launcher3 , limita le app a cui puoi accedere alla schermata delle impostazioni della radio e Zello, il che non va bene per noi e quindi va sostituto con il Launcher Nova .

Prima di tutto, dobbiamo scaricare le app che installeremo. Possiamo utilizzare ad esempio ApkPure.com, non garantisco per la sicurezza di tutte le app su questo sito ma posso affermare che quelle che ho scaricato funzionano.

Quando scaricate i file APK (estensione per i file app di Android), assicuratevi che siano compatibili con Android 5.1.1 o versioni precedenti. Qualsiasi app che richiede una versione più recente di Android non funzionerà sul nostro dispositivo, per questo, ho dovuto scaricare una vecchia versione di Nova, la versione 6.2.19, perché questa era la versione più recente in grado di funzionare con il nostro Android 5.1.1

Qualora troviate difficoltà nel recuperare le app, ecco i link al file zip con le app da me selezionate per la nostra poc radio, ricordatevi che le scaricate ed installate a vostro rischio e pericolo, trattandosi di app Open, non mi prendo responsabilità sul loro funzionamento nè su eventuali danni alla vostra radio:

NOVA LAUNCHER
ECHOLINK
PEANUT
ZELLO
DVSWITCH
SIMPLE DIALER (DIALER Telefonico da provare)

Scaricate da qui

Una volta dezzippato il file, vi suggerisco di scaricare tutte le app, nella cartella scrcpy per un facile accesso tramite ADB. 
Vi consiglio di aggiornare ZELLO e poi di installare prima Nova Launcher e successivamente le altre app.

Installazione:

Torniamo al nostro PowerShell, eseguendo il comando dir, vedremo una schermata, simile a questa, con i nostri APK elencati accanto agli altri file scrcpy:

Aggiorniamo Zello: Per fare ciò, dobbiamo eseguire il comando ADB install, assicurandoci di aggiungere -r che significa Sostituisci. Questo perché Zello è già installato e vogliamo sostituirlo con una versione più recente. Se non aggiungessimo l’opzione Sostituisci, ADB rifiuterebbe l’installazione. 
Un piccolo consiglio: per evitare di digitare tutto il nome dell’APK,  Digitate la prima parola o due (assicurandovi di inserire correttamente le lettere maiuscole!) e premete il tasto TAB, PowerShell – come per magia – scriverà il resto per voi.

Ecco il comando per aggiornare ZELLO:



.\adb.exe install -r ‘.\Zello PTT Walkie Talkie_v5.4.0_apkpure.com.apk’

Il sistema, vi restituirà un’immagine simile a questa:

Ora installiamo Nova Lancher con il seguente comando:

.\adb.exe install -r ‘.\Nova Launcher_v6.2.19_apkpure.com.apk’

Successivamente, installate le altre app con lo stesso metodo.

Il sistema vi restituirà una schermata simile a questa:

Impostiamo il nuovo Launcher come predefinito:
Vi consiglio di usare SCRCPY per comandare meglio la nostra POC RADIO da PC utilizzando il mouse.
Andate su questa schermata del vecchio Launcher3:

Launcher 3

Premete il pulsante MENU sul dispositivo. (Potrebbero essere necessarie una o due pressioni), dovrebbe apparire il menu Launcher Select e selezionate NOVA LAUNCHER, confermate e vi si presenterà la schermata di benvenuto.

Menu Launcher Select
Schermata di Benvenuto

Nel menù successivo, vi suggerisco di scegliere Inizia da zero, quindi fate clic su Avanti. Quando arrivate allo stile del cassetto, scegliete SWIPE UP perché l’icona del Dock non funziona:

Verrete quindi posizionati sulla schermata iniziale. Potete modificarla usando il mouse proprio come fareste con qualsiasi altro dispositivo Android. 

Per accedere al Desktop delle app, fate clic e trascinate verso l’alto dal basso.

Nel Desktop, ci sono pre-installate alcune app che di solito sarebbero state nascoste, incluse alcune app di social media cinesi, app Android di serie e varie app di test utilizzate in fabbrica per testare il dispositivo. Potete scorrere attraverso queste icone utilizzando la rotella di scorrimento o facendo clic e trascinando. Troverete in questo menù anche le nostre app installate in precedenza e potrete spostarne le icone dove volete per creare un accesso rapido ai vostri programmi, proprio come fareste sul vostro smartphone.

Configurate, ZELLO, ECHOLINK, PEANUT, associando il tasto PTT e buoni collegamenti!!!

73 e Buon Divertimento

Alex IZ0RIN

Suggerimenti:

Una volta modificata e personalizzata, questa radio funziona molto bene anche se lo schermo rimane piccolino. Vi offro, in ogni caso, alcuni utili suggerimenti:

  • Quando accendete la radio per la prima volta, Zello si avvierà automaticamente. Non ho ancora capito come fermarlo. Assicuratevi di uscire da Zello prima di usare EchoLink, altrimenti il pulsante PTT attiverà entrambi! Fatelo dal menu a 3 puntini in alto a destra di Zello e poi clic su Esci!
  • NON disattivate MAI la modalità sviluppatore o il debug USB dalle impostazioni. VI CHIUDERETE fuori e non potrete più accedere alla radio.

Grazie a Alex Horner per il suo lavoro e per averlo condiviso.

NUOVO PIANO NAZIONALE DELLE RIPARTIZIONI DELLE FREQUENZE (PNRF) – 436-438 MHZ per tutti i radioamatori. Via la dicitura “VIA SATELLITE”

E’ stato appena stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il nuovo PNRF, l’unico documento che ripartisce le frequenze in uso ai vari servizi compresi quelli radioamatoriali. Diverse novità ma quella che mi ha più colpito è che la porzione di frequenza 436-438 mhz, non è più per il servizio di radioamatore via satellite ma soltanto per il servizio di RADIOAMATORE e che la porzione 435-436 rimane sia per il servizio di radioamatore, sia per quello di radioamatore via satellite. Il grande pasticcio del MISE, legato alla circolare di maggio scorso, continua… il 773 Radio Group, insieme alle altre associazioni unite, continuano – oggi ancora di più – la battaglia contro la circolare scritta a nostro parere con scarsa conoscenza del settore.

73 de IZ0RIN – ALEX

Presidente 773 Radio Group

P.S.
Nel documento, ci sono alcune novità anche in campo radioamatoriale, per quanto riguarda l’assegnazione di statuto primario o secondario nell’utilizzo delle nostre frequenze, oltre a qualche estensione di utilizzo delle frequenze UHF (Nota 100A).

La nota 100A, prevede:
“In accordo con la decisione della Commissione Europea 2006/771/CE e successive modifiche, la banda di frequenze 433,05-434,79 MHz può essere impiegata ad uso collettivo da apparati a corto raggio destinati ad impieghi non specifici, aventi anche le caratteristiche tecniche della raccomandazione della CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 1).
L’impiego di sistemi atti alla trasmissione di segnali audio, video e di comunicazioni vocali è ammesso nei termini descritti dalle suddette decisioni e raccomandazioni.
In accordo con la decisione della Commissione Europea 2006/771/CE e successive modifiche, la banda di frequenze 430-440 MHz può essere impiegate ad uso collettivo, da apparati a corto raggio, per applicazioni Ultra Low Power Wireless Medical Capsule Endoscopy (ULP-WMCE), aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione della CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 13).
Tali applicazioni rientrano nel regime di “libero uso” ai sensi dell’art. 105, comma 1, lettera o) del Codice
delle comunicazioni elettroniche, emanato con D. Lgs. 1° agosto 2003 n.259 e successive modifiche.”

fonte:https://www.paolettopn.it/2022/09/15/piano-nazionale-ripartizione-frequenze-mise-2022/

LETTERA APERTA AL MINISTRO ON.GIANCARLO GIORGETTI, AL DIRETTORE GENERALE DELLA DGSCERP E AL DIRETTORE DELLA DGAT.

Roma, li, 26/05/2022

Lettera aperta

All’Onorevole Ministro del MISE,
Dott. Giancarlo Giorgetti

giorgetti_g@camera.it

gabinetto@pec.mise.gov.it

segreteria.ministro@mise.gov.it

Al Direttore DGSCERP
Egr. Dott. Francesco Soro

dgscerp.dg@pec.mise.gov.it

Al Dirigente DGAT

Egr. Dott. Paolo D’Alesio

dgat.dg@pec.mise.gov.it

paolo.dalesio@mise.gov.it

Vogliamo portare a conoscenza dell’On. Ministro Giorgetti, del direttore generale della DGSCERP e di tutti i destinatari di questa lettera, di alcuni episodi che riteniamo discriminanti e lesivi per le attività radioamatoriali regolarmente autorizzate.

PREMESSO CHE

  • L’art.134 del Codice delle Comunicazioni, definisce l’attività di radioamatore come un servizio svolto in linguaggio chiaro, o con l’uso di codici internazionalmente ammessi, esclusivamente su mezzo radioelettrico anche via satellite, di istruzione individuale, di intercomunicazione e di studio tecnico, effettuato da persone che abbiano conseguito la relativa autorizzazione generale e che si interessano della tecnica della radio-elettricità a titolo esclusivamente personale senza alcun interesse di natura economica.
  • L’allegato 26 all’articolo 12 comma 4, recita: È consentita l’interconnessione delle stazioni di radioamatore con le reti pubbliche di comunicazione elettronica per motivi esclusivi di emergenza o di conseguimento delle finalità proprie dell’attività di radioamatore. (riconoscendo di fatto l’utilità anche in emergenza del servizio di radioamatore)
  • L’allegato 26 all’art. 9 comma , recita: L’autorizzazione generale per l’installazione e l’esercizio di stazioni ripetitrici automatiche non presidiate al di fuori del proprio domicilio di cui all’art. 143 del Codice, da utilizzare anche per la sperimentazione, ha validità fino a dieci anni e, al pari del relativo rinnovo, si consegue senza oneri, mediante presentazione o invio all’ispettorato del Ministero, competente per territorio, della dichiarazione di cui al modello sub allegato I al presente allegato. Per le singole persone fisiche, l’autorizzazione generale di cui all’art. 1, comma 1, costituisce requisito per il conseguimento dell’autorizzazione generale per stazioni ripetitrici automatiche non presidiate.
  • L’art. 141 del Codice delle Comunicazione recita: L’Autorità competente può, in caso di pubblica calamità o per contingenze particolari di interesse pubblico, autorizzare le stazioni di radioamatore ad effettuare speciali collegamenti oltre i limiti stabiliti dall’articolo 134. (confermando che il radioamatore è utile anche in caso di emergenza, quindi se passasse la modifica all’allegato 25, e se si confermasse la circolare del 16 maggio 2022, non solo saremmo costretti a pagare per mettere a disposizione gratuita i nostri impianti ma dovremmo anche spegnerli (oltre 400 impianti sottratti alla pubblica utilità) perché messi fuori legge da una circolare).
  • Abbiamo contattato il dott. Paolo D’Alesio, pregandolo di intervenire prima di portare alla firma l’allegato 25 tramite lettera firmata da varie organizzazioni con risposta dalla DGAT con protocollo PEC nr: 39242 – del 17/03/2022 – AOO_AT – AOO_Attività territoriali Chiarimenti sulle modifiche all’allegato n.25 al d.lgs. 259/2003 (Codice delle comunicazioni elettroniche)  ma lo stesso oltre ad aver chiamato ad un solo unico tavolo da noi sollecitato, solo le associazioni CISAR e ARI e nessun rappresentante delle altre scriventi che si erano organizzate in merito, promettendo anche di organizzare più tavoli decisionali prima di andare avanti, ha preferito portate alla firma del Ministro la grave modifica dell’allegato 25 che ulteriormente lede i diritti dei radioamatori italiani tutti.
  • E’ attiva una petizione, on-line (https://chng.it/ydSGnBqh), già firmata – al 26/05/2022,  da oltre 1.170 radioamatori, contro i provvedimenti di seguito elencati.

    Nel marzo del 2021, il MISE ha modificato l’allegato 26 del Codice delle Comunicazioni, senza interpellare tutte le associazioni radioamatoriali, riconosciute e non (In Italia non esistono soltanto ARI e CISAR).
  • La DGSCERP del MISE ha portato alla firma dell’Onorevole Ministro Giorgetti, il 26 aprile 2022, un provvedimento, (pare respinto per un difetto di forma), per la modifica dell’allegato 25, che prevederebbe, fra le altre modifiche, l’inserimento di un contributo annuale sulle licenze di ponti ripetitori amatoriali (già gravati da oneri di energia, apparecchiature, etc. a carico di chi li installa e messi a disposizione in forma gratuita per tutta la comunità); contributo che andrebbe in contrasto con la natura di sperimentazione sulla quale si basa il servizio radioamatoriale, utile anche durante le emergenze in ausilio alla popolazione, alle prefetture e alla Protezione Civile e che di fatto verrebbe equiparato ad un utilizzo commerciale delle frequenze.
  • La DGSCERP del MISE ha emesso una circolare il 16/05/2022 che dal 1° giugno 2022, mette di fatto, fuori legge la maggior parte de ponti ripetitori radioamatoriali italiani regolarmente autorizzati dallo stesso MISE, quando, fino ai primi di maggio 2022, prima la DGSCERP, poi gli ispettorati territoriali del MISE (dopo oltre 6 anni di inattività – infatti molti ripetitori hanno lavorato in regime di SCIA senza disturbare nessuno), hanno rilasciato regolare autorizzazione generale e nominativo – approvando le relative schede tecniche – anche per tutti quei ripetitori che operano in ricezione sulla banda dei 435 MHz, non tenendo presente per primi la modifica dell’articolo 9 dell’allegato 26.
  • L’Ari, non rappresenta tutti i radioamatori italiani.
  • La IARU, non è l’unica associazione internazionale affiliata ITU e non rappresenta tutti i radioamatori ma soltanto quelli che appartengono ad associazioni che aderiscono alla sua organizzazione e da lei riconosciute, in Italia soltanto ARI.
  • A parere delle scriventi, il MISE, prima di effettuare modifiche al servizio di radioamatore, avrebbe dovuto convocare i rappresentanti di tutte le associazioni italiane legalmente riconosciute e non, per evitare discriminazioni di sorta.
  • A livello internazionale esiste anche EURAO, altra associazione affiliata ITU che di fatto non riconosce, se non in SPAGNA – perché voluto dalle associazioni locali di quella nazione – il BAND PLAN IARU. (con una nota, EURAO ci fa sapere che in Spagna, il Ministero locale aveva imposto per legge il Band Plan IARU ma grazie ad un ricorso avviato e vinto da EURAO, contro il ministero spagnolo, anche in quella nazione, l’utilizzo del Band Plan IARU è una scelta del radioamatore).
  • IARU nella regione 1, della quale fa parte anche l’Italia, indica frequenze che nella nostra nazione non sono destinate all’uso radioamatoriale come da attuale PNRF.
  • all’art. 104 lettera C punto 1, del Codice delle Comunicazioni, si evidenzia il fatto che le frequenze ad uso collettivo, come quelle radioamatoriali, non possono essere protette da disturbi di utenti delle stesse bande.

EVIDENZIAMO CHE:

  • Non siamo d’accordo sull’eliminazione del contributo annuale dei 5 euro, in quanto questo provvedimento snaturerebbe il servizio radioamatoriale portandolo al pari di quello privato.
  • Nella redazione della modifica dell’allegato 26 (avvenuta senza interpellare le associazioni radioamatoriali, cosa che avrebbe evitato i problemi riscontrati), ci siano degli evidenti errori, Infatti, l’articolo 9 recita: Le stazioni ripetitrici automatiche non presidiate di cui al comma 1 devono operare sulle frequenze attribuite dal piano nazionale di ripartizione delle frequenze al servizio di radioamatore e rispettare le allocazioni di frequenza, per le varie classi di emissione, previste dagli organismi radioamatoriali affiliati all’Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT) (Riferendosi come poi palesatosi sulla circolare al BAND PLAN IARU, riconosciuto appunto da IARU ma non da EURAO) Quando anche EURAO, emetterà un suo BAND PLAN, a quale deve affidarsi in Italia un radioamatore? Riteniamo inoltre che questo ultimo paragrafo dell’articolo 9, sia in netto contrasto con le premesse di cui sopra ed in particolare per il fatto che come detto, IARU ed EURAO – organismi radioamatoriali affiliati ITU – la pensano in modo differente sul BAND PLAN, infatti IARU che ha emesso questo regolamento e ne consiglia l’utilizzo, ovviamente lo riconosce, mentre EURAO non lo riconosce e lascia la libertà ai suoi affiliati di applicarlo o meno.
  • Sia l’articolo 9 dell’allegato 26, sia la circolare del 16/05/2022 (che oltre che a discriminare e ledere le libertà di tutti quei radioamatori – che in Italia rappresentano la maggioranza – non aderenti a IARU e ARI, presenta anche diversi refusi – cosa che non dovrebbe esistere su un atto pubblico che andrebbe letto e riletto prima di essere emesso), firmata dal sig. Direttore Generale del DGSCERP, Egr. dott. Francesco Soro, siano in contrasto con l’art. 104 lettera c punto 1, del Codice delle Comunicazioni, dove si evidenzia il fatto che le frequenze ad uso collettivo, come quelle radioamatoriali, non possono essere protette da disturbi di utenti delle stesse bande. Come può, quindi, l’allegato 26 obbligare l’utilizzo di un BAND PLAN (realizzato da un gruppo di associazioni) che in teoria “protegge” le bande di frequenza assegnate ai radioamatori dettandone in dettaglio l’utilizzo in base ai servizi?
  • In particolare, la circolare emessa dalla DGSCERP, recita: la canalizzazione protegge le porzioni di banda assegnate, in via esclusiva, al servizio di radioamatore via satellite (435‐438 MHz).

Assegnate da chi? Visto che l’attuale PNRF, Assegna e non in via esclusiva, per questo servizio, la banda 436-438 mentre la banda 435-436 è assegnata sia per il servizio di radioamatore, sia per il servizio di radioamatore via satellite?

Inoltre, facciamo presente che il BAND PLAN IARU, assegna ai radioamatori la porzione di banda 438-440 anche per uscita ripetitori (digitali e non), permettendo un shift a 7,6 MHz. Il Mise ha intenzione di assegnarci questa porzione di frequenze? Perché se è così, possiamo parlarne…

Nella circolare è anche riportato quanto segue: Peraltro, per quanto riguarda i compiti di vigilanza e controllo degli ispettorati territoriali sulle autorizzazioni generali in corso di validità, si terranno nella debita considerazione gli eventuali oneri di adeguamento tecnico delle stazioni ripetitrici, in conformità alla presente circolare, a carico dei radioamatori interessati. Poiché il PNRF è in corso di aggiornamento, saranno forniti successivi aggiornamenti operativi in presenza di eventuali variazioni sostanziali alle attribuzioni di frequenza delle bande di frequenza assegnate, sia in statuto primario sia in statuto secondario, al servizio di radioamatore.

Cosa significa? Il MISE ci paga il costo di adeguamento impianti o dobbiamo aspettarci ulteriori sorprese?

COSA CHIEDIAMO

Per i motivi di cui sopra, chiediamo al Sig. Ministro del MISE, ON. Giancarlo Giorgetti, la cortesia di non firmare alcuna modifica, prima che tutte le associazioni vengano chiamate a decidere insieme al MISE, di intervenire sull’operato dei suoi dirigenti, di invitare a far modificare questi atti lesivi e discriminanti per le libere attività di tutti i radioamatori non aderenti a IARU e ARI e che fino ad oggi, nel pieno rispetto del Piano Nazionale di Ripartizione delle Frequenze, si sono autoregolamentati senza arrecare disturbo a nessuno.

Chiediamo altresì, al Direttore Generale della DGSCERP del MISE, Egr. Dott. Francesco Soro, di fermare ogni modifica all’allegato 25, di rivedere l’allegato 26 all’articolo 9 e di far convocare i rappresentati di tutte le associazioni scriventi (e non soltanto ARI e CISAR) nei futuri tavoli tecnici al fine di evitare ulteriori e imbarazzanti provvedimenti emessi dai suoi uffici.

Facciamo anche presente che nel caso in cui questi provvedimenti non vengano fermati e modificati al più presto, ricorreremo – per tutelare i nostri diritti – alle istituzioni competenti e qualora necessario, anche alla Corte Europea in virtù del principio di primauté del diritto dell’Unione europea sul diritto nazionale.

DISTINTI SALUTI

I RADIOAMATORI FIRMATARI DELLA PETIZIONE ON LINE

ALESSANDRO ACHILLE IZ0RIN

PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE 773 RADIO GROUP

AFFILIATA A EURAO

ENRICO EPIFANI IZ7JWR

PRESIDENTE Associazione Nazionale Radioamatori C.I.S.A.R.

AFFILIATA A EURAO

CLAUDIO NINNI IZ0ROQ

PRESIDENTE DI ONDA TELEMATICA

FAUSTO D’ANGELO IZ0OZU

PRESIDENTE DEL

RAGGRUPPAMENTO NAZIONALE RADIO EMERGENZA

e della

ASSOCIAZIONE RADIOAMATORI E COMPUTERISTI

AFFILIATE A EURAO

FRANCESCO CIACCO IW8PGT

Rappresentate Gruppo Rete ItalyNET

CARLO BUGGIO IW2ECM
PRESIDENTE Associazione Radioamatori Polo Positivo

MARCELLO VELLA IT9LND
PRESIDENTE PRO TEMPORE
E.R.A. EUROPEAN RADIOAMATEURS ASSOCIATION

E’ attiva una petizione, on-line (https://chng.it/ydSGnBqh), già firmata – al 26/05/2022,  da oltre 1.170 radioamatori, contro i provvedimenti di seguito elencati.
FIRMALA ANCHE TU!

Nuova circolare Mi.Se. contro i radioamatori!?!?

E’ uscita il 16 maggio, una circolare che (da una prima e veloce lettura, sicuramente da approfondire) di fatto mette “fuori legge” l’80% dei ripetitori radioamatoriali. La lunga diatriba delle attribuzioni delle frequenze tramite band plan IARU, mai riconosciuto dal Mi.Se., vede oggi un’evoluzione in negativo.

La nuova circolare è contro i radioamatori?

Sicuramente è contro una parte di radioamatori, ovvero, tutta quella parte che non ha scelto ARI come associazione rappresentativa e quell’altra parte che ha scelto di non farsi rappresentare da nessuna associazione. IARU, in Italia, riconosce soltanto ARI che ad oggi rappresenta soltanto un terzo (e sono buono) di radioamatori.

Cosa si contesta?

Chiaramente, chi si sente rappresentato da ARI, non sarà d’accordo con questa mia lettera ma voglio che un punto sia chiaro: Il Ministero, prima di decidere di aderire al Band Plan IARU modificando l’allegato 26, prima di decidere di mettere mano alle nuove norme che stanno agitando la maggior parte dei radioamatori, prima di decidere qualsiasi modifica a leggi e regolamenti, avrebbe dovuto chiamare ad un tavolo decisionale – almeno due anni fa – i rappresentanti di tutte le associazioni italiane, e avvisare tutta la comunità radioamatoriale, così come ha fatto con la consultazione pubblica per la modifica del PNRF. Così si dovrebbe agire in un paese democratico e ai giorni nostri.

I fatti:

Prima il Mi.Se., autorizza con 6 anni di ritardo, decine e decine di ripetitori con shift a +5 mhz (anche dopo aver cambiato l’allegato 26), poi dopo qualche mese, su suggerimento forse di qualche consulente radioamatore e forse di chissà chi altro, senza interpellare le associazioni, tenta di modificare l’allegato 25, imponendo un sostanzioso contributo sui ponti ripetitori e dopo essere stato temporaneamente bloccato (perché la firma al Ministro è stata bloccata ma il provvedimento non ancora ritirato) da tutti coloro che si sono ribellati, me compreso, emette una circolare che di fatto vieta l’utilizzo dello shift a in questione sulle UHF (perché le frequenze sarebbero in banda satellite) e vieta l’utilizzo delle frequenze di alcuni ponti ripetitori sulle VHF. Bel capolavoro! Complimenti a chi ha firmato e pensato di creare questo bailamme. Per le autorizzazione in essere, come si comporterà? Non è ben chiaro, leggete e giudicate voi.

Il 773 Radio Group, insieme a Onda Telematica, al CISAR e alle associazioni che vorranno aderire, ha intenzione di andare a fondo alla questione, per tutelare i diritti dei nostri iscritti e di quei radioamatori che hanno firmato la petizione da me promossa.

ESTRATTO DALLA CIRCOLARE : APPLICAZIONE DELLA PROCEDURA

La presente circolare sarà effettiva a decorrere dal 1° giugno 2022.

Si evidenzia che da tale data le indicazioni operative contenute nella presente circolare sono effettive ai fini dell’istruttoria delle istanze per il conseguimento o per il rinnovo delle autorizzazioni generali per stazioni ripetitrici nonché per l’esame delle variazioni delle caratteristiche tecniche delle stazioni ripetitrici che perverranno agli ispettorati.
Peraltro, per quanto riguarda i compiti di vigilanza e controllo degli ispettorati territoriali sulle autorizzazioni generali in corso di validità, si terranno nella debita considerazione gli eventuali oneri di adeguamento tecnico delle stazioni ripetitrici, in conformità alla presente circolare, a carico dei radioamatori interessati (cosa significa?).
La scrivente Direzione resta a disposizione per eventuali chiarimenti e per contribuire sinergicamente alla risoluzione di eventuali problematiche applicative.
La presente circolare è pubblicata sul sito istituzionale alla sezione degli ispettorati territoriali‐Radiomatori.

Che cos’è la IARU?

L’International Amateur Radio Union è una confederazione internazionale di organizzazioni nazionali (In Italia riconosce soltanto ARI, e nel mondo una sola associazione per nazione) che consente un forum per questioni comuni di interesse per i radioamatori di tutto il mondo e rappresenta collettivamente questioni per l’International Telecommunication Union. Di fatto, IARU, non riconoscendo altre associazioni al di fuori di quelle scelte, una per ogni singolo stato, non può rappresentare tutti i radioamatori del mondo ma evidentemente rappresenta soltanto quelle associazioni che possono aderire ad essa.

Cos’è il BAND PLAN IARU?

IARU, ha deciso, di suddividere le frequenze radioamatoriali, dedicando ogni singola porzione a varie attività (Fax, Satellite, Fonia, etc.). Di fatto, IARU, consiglia ma non può imporre perché essendo una semplice confederazione, non ha alcun potere legislativo. Se il MI.SE.., per la prima volta nella storia, aderisce al BAND PLAN IARU, di fatto discrimina tutte le altre realtà associative che non sono d’accordo su come sono state suddivise le porzioni di frequenza da parta di una associazione di associazioni.

Lo shift +5000 mhz, disturba le attività in banda satellite?

Questo lo domando a voi, come fa un ripetitore a disturbare la banda satellite se riceve su quella banda e non ci trasmette? Voi potreste dirmi che sono i radioamatori che disturbano la banda satellite, quando impegnano il ripetitore, bene ma nella maggioranza dei casi, un repeater, viene impegnato con 5 watt da portatile, questo e sufficiente a disturbare davvero la banda satellite? Se anche fosse, conoscete veramente qualcuno che fa attività satellite in UHF? Io in 13 anni di attività, non ho mai conosciuto nessun radioamatore che utilizzasse questo tipo di servizio, in ogni caso, il MI.SE., fino a pochi giorni fa, ha continuato a rilasciare autorizzazioni sui 435 MHZ, senza alcun tipo di problema e ora, dal primo di giugno, come intende procedere, toglie queste autorizzazioni o impone ai radioamatori autorizzati una spesa importante per aderire a questa sua decisione?

La modifica dell’allegato 26 nel 2021.

A Marzo 2021, senza interpellare le associazioni radioamatoriali, modificava l’allegato 26 anche riguardo le stazioni ripetitrici, inserendo questa nuova norma:

3. Le stazioni ripetitrici automatiche non presidiate di  cui  al comma 1 devono operare sulle frequenze attribuite dal piano nazionale di  ripartizione  delle  frequenze  al  servizio  di  radioamatore  e rispettare le allocazioni  di  frequenza,  per  le  varie  classi  di
emissione,  previste  dagli   organismi   radioamatoriali   affiliati all'Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT). 

rispettare le allocazioni di frequenza, per le varie classi di emissione, previste dagli organismi radioamatoriali affiliati all’Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT), Il MI.SE., di fatto, scrive nero su bianco che bisogna rispettare oltre al PNRF, anche le allocazioni di frequenze decise non da tutte le associazioni ma soltanto da quelle affiliate alla Unione internazionale per le Telecomunicazioni (UIT) che è un’Agenzia specializzata delle Nazioni Unite che tratta le questioni relative alle tecnologie della comunicazione e dell’informazione.

Le mie solite domande:

Perché il Mi.Se. recepisce le regole dettate da un’associazione come IARU che non rappresenta tutti i radioamatori del mondo, su un suo documento ufficiale ed entra in merito a discorsi meramente organizzativi in carico ai radioamatori stessi che sono liberi di decidere se rispettare o meno un semplice regolamento senza valore legale?

Come mai, il Ministero che con la vecchia dirigenza, ha sempre dichiarato di non riconoscere il Band Plan IARU (perché non rappresentativo di tutti i radioamatori italiani) ma soltanto il PNRF, nel 2021, si schiera e addirittura modifica l’allegato 26 ed emette una circolare del genere? Chi ha suggerito questa forzatura? Chi è stato interpellato?

Come direbbe Checco Zalone, in un suo noto film: “ma sono del mestiere questi?”.

Continuate a firmare la petizione aggiornata: https://chng.it/5RLtCfmL

73 de IZ0RIN

Presidente 773 Radio Group

AMPRNet, cos’è la rete 44 dei radioamatori?

L’uso del protocollo TCP/IP da parte dei radioamatori, utilizzato per le reti radio a pacchetto, ha preceduto la comparsa dell’Internet pubblica di qualche anno.

Come sappiamo il progetto militare ARPANET, realizzato dal Ministero della Difesa degli Stati Uniti D’America alla fine degli anni ’60 del 20mo secolo, ha gettato le basi per la realizzazione di una rete di computer mondiale, oggi conosciuta come Internet.
Inizialmente, ARPANET, utilizzava un protocolo di commutazione di pacchetto, denominato NCP (Network Control Protocol). Negli anni 70, il protocollo TCP (Transfer Control Protocol) alla base della Internet attuale, cominciava a vedere la luce e alla fine di quel decennio, nel 1978, Cerf, Postel e Crocker aggiunsero un ulteriore protocollo tra rete e rete (IP), mettendo a punto il definitivo protocollo su cui ancora oggi opera Internet ovvero, il TCP/IP (Transfer Control Protocol/Internet Protocol). Verso la fine degli anni della Disco Music, la rete era utilizzata dai computer delle Università di tutto il mondo per lo scambio di messaggi email, chat, file e informazioni tramite i servizi Gopher, Usenet, Ftp, BBS, etc., l’Internet dell’ipertesto e del WWW (World Wide Web), non esisteva ancora, vide la luce nel 1989 per opera del CERN di Ginevra che applicò, appunto, l’ipertestualità al protocollo TCP/IP, cambiando di fatto la modalità di fruizione dell’informazione su quella che stava diventando la Grande Rete.

Il TCP/IP e i Radioamatori

Nel 1981, prima ancora che il TCP/IP diventasse lo standard di Internet, Il netblock di classe A 44/8 composto da 16,7 milioni di indirizzi IP, fu riservato agli utenti radioamatori di tutto il mondo. Il primo gennaio del 1983, il vecchio NCP, veniva sostituito a livello globale con il nuovo protocolo TCP/IP che ancora oggi – come abbiamo detto – è alla base del funzionamento della rete Internet e delle reti di computer private che abbiamo a casa e negli uffici; nello stesso anno, nasceva FIDONET, una rete di BBS (Bulletin Board System) e cominciava per tutti coloro che potevano permetterselo, l’era della connessione alla grande rete tramite modem, nascevano in quegli anni i sistemi MINITEL in Francia e Videotel in Italia. In parallelo, i radioamatori, cominciarono ad utilizzare le loro radio come mezzo di fruizione dei servizi di messaggistica e scambio file. Erano gli anni del VIC20, del Commodore 64, dello Spectrum, e su quei sistemi iniziarono le prime sperimentazioni con i TNC. Con l’avvento di computer più veloci e con la nascita di Windows 3.1 e di MAC OS, si diffuse sempre di più, in ambito radioamatoriale, la trasmissione dati via radio. Dagli anni 90 e fino alla metà degli anni 2000, i servizi radioamatoriali su rete 44 ebbero una grande diffusione, poi, quando i costi delle telefonate per il collegamento alla rete internet si azzerarono grazie ai numeri verdi e poi grazie alle prime Adsl, la radio cominciò, vista anche la scarsa velocità di trasmissione/ricezione del dato – rispetto ad un modem telefonico di terza generazione o ad una linea dedicata – ad essere messa da parte almeno per l’utilizzo di mailing e BBS e l’interesse verso la rete 44, cominciò a sbiadire… Grazie all’avvento delle connessioni WI-FI/WI-MAX ad alta velocità, e poi alle connessioni VPN su rete IP, la rete 44 ebbe nuova vita, raggiungendo nel 2016, nella sola Europa, 4000 nodi sulla sola rete ad alta velocità HAMNET http://www.broadband-hamnet.org/.

Cos’è la AMPRNet?

L’AMPRNet (AMateur Packet Radio Network) è il nome della 44 Network o Rete 44, interconnessa oggi, tramite collegamenti wireless e tunnel Internet (VPN).

La velocità di scambio dati

A causa delle limitazioni della larghezza di banda dello spettro radio, i collegamenti in HF, raggiungono la velocità di 300 baud, mentre in VHF e UHF sono comunemente utilizzate velocità pari a 1.200 baud e fino ad un massimo di 9.600 baud. Parliamo poi di velocita a 64 kbits con l’utilizzo del DSTAR a 1,2 Ghz, si stanno però anche sperimentando velocità di 38.400bps con radio dedicate a modulazione Manchester e 1.2288 Mbps (velocità massima con protocollo AX.25) con radio PSK. Attualmente la velocità raggiunta via radio è di circa 10MBPS con il protocollo NBP sviluppato da S53MV Matjaz Vidmar. Con l’avvento delle apparecchiature Wi-Fi prodotte in serie sui 2,4 GHz e 5 GHz, anche per i radioamatori, si è aperta la strada dell’alta velocità (150Mbps o superiore), utilizzando le bande di frequenza assegnate in SHF.

Com’è composta AMPRNet?

L’AMPRNet è composta da una serie di sottoreti in tutto il mondo. Porzioni della rete hanno collegamenti radio punto a punto con nodi adiacenti, mentre altre sono completamente isolate.

È possibile collegare sottoreti radio dislocate geograficamente utilizzando un tunnel IP (VPN) tra siti con connettività Internet. Molti di questi siti hanno anche un tunnel verso un router centrale che instrada tra la rete 44 e il resto di Internet utilizzando tabelle di routing statiche aggiornate da volontari.

A partire da ottobre 2011 la sperimentazione è andata oltre a queste soluzioni statiche controllate centralmente, orientandosi verso configurazioni dinamiche fornite da sistemi VPN peer to peer come n2n e ZeroTier.

Nel 2019, per causa dell’esaurimento degli indirizzi IPv4, una parte degli IP della rete 44, sono stati venduti ad una importante e molto conosciuta società multinazionale e di fatto, oggi la rete radioamatoriale 44 si riduce a questi due segmenti:
44.128.0.0/10 e 44.0.0.0/9.

Perché utilizzare AMPRNet?

Se sei un radioamatore, appassionato anche di networking, oggi non puoi non utilizzare la rete 44, per esporre alcuni tuoi servizi esclusivamente al mondo radioamatoriale. Se vuoi (perché puoi anche decidere di far raggiungere il tuo IP 44 da tutta la rete standard), puoi mettere a disposizione dei soli OM, il tuo server APRS, il tuo sito web, i tuoi Files, il tuo XLX, il tuo server DVSwitch, o altro, senza permettere a chi non è radioamatore, di accedere alla tua documentazione. Pensa alla rete 44, come ad una VPN casalinga, o ad una Intranet aziendale, estesa soltanto a tutti i radioamatori del mondo.

Come posso entrare nella rete 44?

Se sei un radioamatore del Lazio, puoi fare richiesta (Clicca qui) direttamente a me, per farti rilasciare un indirizzo IP univoco e un certificato di accesso per OVPN. Se hai un progetto che richiede più IP, puoi scrivermi e ne parliamo. Se sei un OM di altre regioni, manda una mail ai vari referenti Regionali o direttamente al referente nazionale Cristiano iz3lsv[at]iz3lsv.net

Sottoreti assegnate alla zona 0 Lazio

44.134.32.0/24 Roma e Provincia

44.134.33.0/24 Viterbo e Provincia

44.134.34.0/24 Latina e Provincia

44.134.35.0/24 Frosinone e Provincia

44.134.36.0/24 Rieti e Provincia

Qui puoi vedere le stazioni italiane attualmente connesse:

http://gw-ampr-italy.dyndns.org/

Qui puoi visitare uno dei siti di riferimento per AMPRNet:

https://www.italink.org/

Visita il mio sito web su AMPRNet, all’indirizzo http://iz0rin.ampr.org oppure il mio server APRS all’indirizzo http://iz0rin.ampr.org:8080 – ma attenzione, se non sei connesso alla rete 44, non lo potrai raggiungere!

Ti aspetto!

73 de Alex – IZ0RIN
Numeratore Regionale Lazio per AMPRNet.

RAGGIUNTE 1000 FIRME: La petizione per bloccare le modifiche all’allegato 25 e rivedere quelle dell’allegato 26 ha superato le mille firme! GRAZIE A TUTTI VOI!

Cari colleghi,

la petizione per bloccare le modifiche all’allegato 25, al codice delle comunicazioni e rivedere quelle dell’allegato 26 da me lanciata il 7 maggio 2022, ha superato le 1000 firme.

Qui potete leggere il testo della ricostruzione dei fatti seguiti alla lettera inviata al Mi.Se. dal sottoscritto in qualità di Presidente dell’associazione 773 Radiogroup e firmata da Onda Telematica, R.N.R.E., Cisar, da altre associazioni e dal Gruppo Radio Firenze.

Continuate a divulgare la petizione e a farla firmare da tutti coloro che vogliono tutelare la collettività radioamatoriale. Il 773 Radio Group, come piccola associazione, c’è e continuerà a vigilare sull’operato del Mi.Se., unita a tutte le altre associazioni che hanno aderito a questa importante iniziativa che ha portato al blocco temporaneo della firma del Ministro; una battaglia è stata vinta ma la strada è ancora lunga e bisogna “combattere” per tutelare le nostre attività. Per farlo, serve l’aiuto di tutta la comunità. Non tiriamoci indietro!

Firma anche tu, clicca sul link sottostante:

https://chng.it/5RLtCfmL