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Nuova circolare Mi.Se. contro i radioamatori!?!?

E’ uscita il 16 maggio, una circolare che (da una prima e veloce lettura, sicuramente da approfondire) di fatto mette “fuori legge” l’80% dei ripetitori radioamatoriali. La lunga diatriba delle attribuzioni delle frequenze tramite band plan IARU, mai riconosciuto dal Mi.Se., vede oggi un’evoluzione in negativo.

La nuova circolare è contro i radioamatori?

Sicuramente è contro una parte di radioamatori, ovvero, tutta quella parte che non ha scelto ARI come associazione rappresentativa e quell’altra parte che ha scelto di non farsi rappresentare da nessuna associazione. IARU, in Italia, riconosce soltanto ARI che ad oggi rappresenta soltanto un terzo (e sono buono) di radioamatori.

Cosa si contesta?

Chiaramente, chi si sente rappresentato da ARI, non sarà d’accordo con questa mia lettera ma voglio che un punto sia chiaro: Il Ministero, prima di decidere di aderire al Band Plan IARU modificando l’allegato 26, prima di decidere di mettere mano alle nuove norme che stanno agitando la maggior parte dei radioamatori, prima di decidere qualsiasi modifica a leggi e regolamenti, avrebbe dovuto chiamare ad un tavolo decisionale – almeno due anni fa – i rappresentanti di tutte le associazioni italiane, e avvisare tutta la comunità radioamatoriale, così come ha fatto con la consultazione pubblica per la modifica del PNRF. Così si dovrebbe agire in un paese democratico e ai giorni nostri.

I fatti:

Prima il Mi.Se., autorizza con 6 anni di ritardo, decine e decine di ripetitori con shift a +5 mhz (anche dopo aver cambiato l’allegato 26), poi dopo qualche mese, su suggerimento forse di qualche consulente radioamatore e forse di chissà chi altro, senza interpellare le associazioni, tenta di modificare l’allegato 25, imponendo un sostanzioso contributo sui ponti ripetitori e dopo essere stato temporaneamente bloccato (perché la firma al Ministro è stata bloccata ma il provvedimento non ancora ritirato) da tutti coloro che si sono ribellati, me compreso, emette una circolare che di fatto vieta l’utilizzo dello shift a in questione sulle UHF (perché le frequenze sarebbero in banda satellite) e vieta l’utilizzo delle frequenze di alcuni ponti ripetitori sulle VHF. Bel capolavoro! Complimenti a chi ha firmato e pensato di creare questo bailamme. Per le autorizzazione in essere, come si comporterà? Non è ben chiaro, leggete e giudicate voi.

Il 773 Radio Group, insieme a Onda Telematica, al CISAR e alle associazioni che vorranno aderire, ha intenzione di andare a fondo alla questione, per tutelare i diritti dei nostri iscritti e di quei radioamatori che hanno firmato la petizione da me promossa.

ESTRATTO DALLA CIRCOLARE : APPLICAZIONE DELLA PROCEDURA

La presente circolare sarà effettiva a decorrere dal 1° giugno 2022.

Si evidenzia che da tale data le indicazioni operative contenute nella presente circolare sono effettive ai fini dell’istruttoria delle istanze per il conseguimento o per il rinnovo delle autorizzazioni generali per stazioni ripetitrici nonché per l’esame delle variazioni delle caratteristiche tecniche delle stazioni ripetitrici che perverranno agli ispettorati.
Peraltro, per quanto riguarda i compiti di vigilanza e controllo degli ispettorati territoriali sulle autorizzazioni generali in corso di validità, si terranno nella debita considerazione gli eventuali oneri di adeguamento tecnico delle stazioni ripetitrici, in conformità alla presente circolare, a carico dei radioamatori interessati (cosa significa?).
La scrivente Direzione resta a disposizione per eventuali chiarimenti e per contribuire sinergicamente alla risoluzione di eventuali problematiche applicative.
La presente circolare è pubblicata sul sito istituzionale alla sezione degli ispettorati territoriali‐Radiomatori.

Che cos’è la IARU?

L’International Amateur Radio Union è una confederazione internazionale di organizzazioni nazionali (In Italia riconosce soltanto ARI, e nel mondo una sola associazione per nazione) che consente un forum per questioni comuni di interesse per i radioamatori di tutto il mondo e rappresenta collettivamente questioni per l’International Telecommunication Union. Di fatto, IARU, non riconoscendo altre associazioni al di fuori di quelle scelte, una per ogni singolo stato, non può rappresentare tutti i radioamatori del mondo ma evidentemente rappresenta soltanto quelle associazioni che possono aderire ad essa.

Cos’è il BAND PLAN IARU?

IARU, ha deciso, di suddividere le frequenze radioamatoriali, dedicando ogni singola porzione a varie attività (Fax, Satellite, Fonia, etc.). Di fatto, IARU, consiglia ma non può imporre perché essendo una semplice confederazione, non ha alcun potere legislativo. Se il MI.SE.., per la prima volta nella storia, aderisce al BAND PLAN IARU, di fatto discrimina tutte le altre realtà associative che non sono d’accordo su come sono state suddivise le porzioni di frequenza da parta di una associazione di associazioni.

Lo shift +5000 mhz, disturba le attività in banda satellite?

Questo lo domando a voi, come fa un ripetitore a disturbare la banda satellite se riceve su quella banda e non ci trasmette? Voi potreste dirmi che sono i radioamatori che disturbano la banda satellite, quando impegnano il ripetitore, bene ma nella maggioranza dei casi, un repeater, viene impegnato con 5 watt da portatile, questo e sufficiente a disturbare davvero la banda satellite? Se anche fosse, conoscete veramente qualcuno che fa attività satellite in UHF? Io in 13 anni di attività, non ho mai conosciuto nessun radioamatore che utilizzasse questo tipo di servizio, in ogni caso, il MI.SE., fino a pochi giorni fa, ha continuato a rilasciare autorizzazioni sui 435 MHZ, senza alcun tipo di problema e ora, dal primo di giugno, come intende procedere, toglie queste autorizzazioni o impone ai radioamatori autorizzati una spesa importante per aderire a questa sua decisione?

La modifica dell’allegato 26 nel 2021.

A Marzo 2021, senza interpellare le associazioni radioamatoriali, modificava l’allegato 26 anche riguardo le stazioni ripetitrici, inserendo questa nuova norma:

3. Le stazioni ripetitrici automatiche non presidiate di  cui  al comma 1 devono operare sulle frequenze attribuite dal piano nazionale di  ripartizione  delle  frequenze  al  servizio  di  radioamatore  e rispettare le allocazioni  di  frequenza,  per  le  varie  classi  di
emissione,  previste  dagli   organismi   radioamatoriali   affiliati all'Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT). 

rispettare le allocazioni di frequenza, per le varie classi di emissione, previste dagli organismi radioamatoriali affiliati all’Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT), Il MI.SE., di fatto, scrive nero su bianco che bisogna rispettare oltre al PNRF, anche le allocazioni di frequenze decise non da tutte le associazioni ma soltanto da quelle affiliate alla Unione internazionale per le Telecomunicazioni (UIT) che è un’Agenzia specializzata delle Nazioni Unite che tratta le questioni relative alle tecnologie della comunicazione e dell’informazione.

Le mie solite domande:

Perché il Mi.Se. recepisce le regole dettate da un’associazione come IARU che non rappresenta tutti i radioamatori del mondo, su un suo documento ufficiale ed entra in merito a discorsi meramente organizzativi in carico ai radioamatori stessi che sono liberi di decidere se rispettare o meno un semplice regolamento senza valore legale?

Come mai, il Ministero che con la vecchia dirigenza, ha sempre dichiarato di non riconoscere il Band Plan IARU (perché non rappresentativo di tutti i radioamatori italiani) ma soltanto il PNRF, nel 2021, si schiera e addirittura modifica l’allegato 26 ed emette una circolare del genere? Chi ha suggerito questa forzatura? Chi è stato interpellato?

Come direbbe Checco Zalone, in un suo noto film: “ma sono del mestiere questi?”.

Continuate a firmare la petizione aggiornata: https://chng.it/5RLtCfmL

73 de IZ0RIN

Presidente 773 Radio Group

AMPRNet, cos’è la rete 44 dei radioamatori?

L’uso del protocollo TCP/IP da parte dei radioamatori, utilizzato per le reti radio a pacchetto, ha preceduto la comparsa dell’Internet pubblica di qualche anno.

Come sappiamo il progetto militare ARPANET, realizzato dal Ministero della Difesa degli Stati Uniti D’America alla fine degli anni ’60 del 20mo secolo, ha gettato le basi per la realizzazione di una rete di computer mondiale, oggi conosciuta come Internet.
Inizialmente, ARPANET, utilizzava un protocolo di commutazione di pacchetto, denominato NCP (Network Control Protocol). Negli anni 70, il protocollo TCP (Transfer Control Protocol) alla base della Internet attuale, cominciava a vedere la luce e alla fine di quel decennio, nel 1978, Cerf, Postel e Crocker aggiunsero un ulteriore protocollo tra rete e rete (IP), mettendo a punto il definitivo protocollo su cui ancora oggi opera Internet ovvero, il TCP/IP (Transfer Control Protocol/Internet Protocol). Verso la fine degli anni della Disco Music, la rete era utilizzata dai computer delle Università di tutto il mondo per lo scambio di messaggi email, chat, file e informazioni tramite i servizi Gopher, Usenet, Ftp, BBS, etc., l’Internet dell’ipertesto e del WWW (World Wide Web), non esisteva ancora, vide la luce nel 1989 per opera del CERN di Ginevra che applicò, appunto, l’ipertestualità al protocollo TCP/IP, cambiando di fatto la modalità di fruizione dell’informazione su quella che stava diventando la Grande Rete.

Il TCP/IP e i Radioamatori

Nel 1981, prima ancora che il TCP/IP diventasse lo standard di Internet, Il netblock di classe A 44/8 composto da 16,7 milioni di indirizzi IP, fu riservato agli utenti radioamatori di tutto il mondo. Il primo gennaio del 1983, il vecchio NCP, veniva sostituito a livello globale con il nuovo protocolo TCP/IP che ancora oggi – come abbiamo detto – è alla base del funzionamento della rete Internet e delle reti di computer private che abbiamo a casa e negli uffici; nello stesso anno, nasceva FIDONET, una rete di BBS (Bulletin Board System) e cominciava per tutti coloro che potevano permetterselo, l’era della connessione alla grande rete tramite modem, nascevano in quegli anni i sistemi MINITEL in Francia e Videotel in Italia. In parallelo, i radioamatori, cominciarono ad utilizzare le loro radio come mezzo di fruizione dei servizi di messaggistica e scambio file. Erano gli anni del VIC20, del Commodore 64, dello Spectrum, e su quei sistemi iniziarono le prime sperimentazioni con i TNC. Con l’avvento di computer più veloci e con la nascita di Windows 3.1 e di MAC OS, si diffuse sempre di più, in ambito radioamatoriale, la trasmissione dati via radio. Dagli anni 90 e fino alla metà degli anni 2000, i servizi radioamatoriali su rete 44 ebbero una grande diffusione, poi, quando i costi delle telefonate per il collegamento alla rete internet si azzerarono grazie ai numeri verdi e poi grazie alle prime Adsl, la radio cominciò, vista anche la scarsa velocità di trasmissione/ricezione del dato – rispetto ad un modem telefonico di terza generazione o ad una linea dedicata – ad essere messa da parte almeno per l’utilizzo di mailing e BBS e l’interesse verso la rete 44, cominciò a sbiadire… Grazie all’avvento delle connessioni WI-FI/WI-MAX ad alta velocità, e poi alle connessioni VPN su rete IP, la rete 44 ebbe nuova vita, raggiungendo nel 2016, nella sola Europa, 4000 nodi sulla sola rete ad alta velocità HAMNET http://www.broadband-hamnet.org/.

Cos’è la AMPRNet?

L’AMPRNet (AMateur Packet Radio Network) è il nome della 44 Network o Rete 44, interconnessa oggi, tramite collegamenti wireless e tunnel Internet (VPN).

La velocità di scambio dati

A causa delle limitazioni della larghezza di banda dello spettro radio, i collegamenti in HF, raggiungono la velocità di 300 baud, mentre in VHF e UHF sono comunemente utilizzate velocità pari a 1.200 baud e fino ad un massimo di 9.600 baud. Parliamo poi di velocita a 64 kbits con l’utilizzo del DSTAR a 1,2 Ghz, si stanno però anche sperimentando velocità di 38.400bps con radio dedicate a modulazione Manchester e 1.2288 Mbps (velocità massima con protocollo AX.25) con radio PSK. Attualmente la velocità raggiunta via radio è di circa 10MBPS con il protocollo NBP sviluppato da S53MV Matjaz Vidmar. Con l’avvento delle apparecchiature Wi-Fi prodotte in serie sui 2,4 GHz e 5 GHz, anche per i radioamatori, si è aperta la strada dell’alta velocità (150Mbps o superiore), utilizzando le bande di frequenza assegnate in SHF.

Com’è composta AMPRNet?

L’AMPRNet è composta da una serie di sottoreti in tutto il mondo. Porzioni della rete hanno collegamenti radio punto a punto con nodi adiacenti, mentre altre sono completamente isolate.

È possibile collegare sottoreti radio dislocate geograficamente utilizzando un tunnel IP (VPN) tra siti con connettività Internet. Molti di questi siti hanno anche un tunnel verso un router centrale che instrada tra la rete 44 e il resto di Internet utilizzando tabelle di routing statiche aggiornate da volontari.

A partire da ottobre 2011 la sperimentazione è andata oltre a queste soluzioni statiche controllate centralmente, orientandosi verso configurazioni dinamiche fornite da sistemi VPN peer to peer come n2n e ZeroTier.

Nel 2019, per causa dell’esaurimento degli indirizzi IPv4, una parte degli IP della rete 44, sono stati venduti ad una importante e molto conosciuta società multinazionale e di fatto, oggi la rete radioamatoriale 44 si riduce a questi due segmenti:
44.128.0.0/10 e 44.0.0.0/9.

Perché utilizzare AMPRNet?

Se sei un radioamatore, appassionato anche di networking, oggi non puoi non utilizzare la rete 44, per esporre alcuni tuoi servizi esclusivamente al mondo radioamatoriale. Se vuoi (perché puoi anche decidere di far raggiungere il tuo IP 44 da tutta la rete standard), puoi mettere a disposizione dei soli OM, il tuo server APRS, il tuo sito web, i tuoi Files, il tuo XLX, il tuo server DVSwitch, o altro, senza permettere a chi non è radioamatore, di accedere alla tua documentazione. Pensa alla rete 44, come ad una VPN casalinga, o ad una Intranet aziendale, estesa soltanto a tutti i radioamatori del mondo.

Come posso entrare nella rete 44?

Se sei un radioamatore del Lazio, puoi fare richiesta (Clicca qui) direttamente a me, per farti rilasciare un indirizzo IP univoco e un certificato di accesso per OVPN. Se hai un progetto che richiede più IP, puoi scrivermi e ne parliamo. Se sei un OM di altre regioni, manda una mail ai vari referenti Regionali o direttamente al referente nazionale Cristiano iz3lsv[at]iz3lsv.net

Sottoreti assegnate alla zona 0 Lazio

44.134.32.0/24 Roma e Provincia

44.134.33.0/24 Viterbo e Provincia

44.134.34.0/24 Latina e Provincia

44.134.35.0/24 Frosinone e Provincia

44.134.36.0/24 Rieti e Provincia

Qui puoi vedere le stazioni italiane attualmente connesse:

http://gw-ampr-italy.dyndns.org/

Qui puoi visitare uno dei siti di riferimento per AMPRNet:

https://www.italink.org/

Visita il mio sito web su AMPRNet, all’indirizzo http://iz0rin.ampr.org oppure il mio server APRS all’indirizzo http://iz0rin.ampr.org:8080 – ma attenzione, se non sei connesso alla rete 44, non lo potrai raggiungere!

Ti aspetto!

73 de Alex – IZ0RIN
Numeratore Regionale Lazio per AMPRNet.

RAGGIUNTE 1000 FIRME: La petizione per bloccare le modifiche all’allegato 25 e rivedere quelle dell’allegato 26 ha superato le mille firme! GRAZIE A TUTTI VOI!

Cari colleghi,

la petizione per bloccare le modifiche all’allegato 25, al codice delle comunicazioni e rivedere quelle dell’allegato 26 da me lanciata il 7 maggio 2022, ha superato le 1000 firme.

Qui potete leggere il testo della ricostruzione dei fatti seguiti alla lettera inviata al Mi.Se. dal sottoscritto in qualità di Presidente dell’associazione 773 Radiogroup e firmata da Onda Telematica, R.N.R.E., Cisar, da altre associazioni e dal Gruppo Radio Firenze.

Continuate a divulgare la petizione e a farla firmare da tutti coloro che vogliono tutelare la collettività radioamatoriale. Il 773 Radio Group, come piccola associazione, c’è e continuerà a vigilare sull’operato del Mi.Se., unita a tutte le altre associazioni che hanno aderito a questa importante iniziativa che ha portato al blocco temporaneo della firma del Ministro; una battaglia è stata vinta ma la strada è ancora lunga e bisogna “combattere” per tutelare le nostre attività. Per farlo, serve l’aiuto di tutta la comunità. Non tiriamoci indietro!

Firma anche tu, clicca sul link sottostante:

https://chng.it/5RLtCfmL

CONTRIBUTO SU PONTI RIPETITORI – PARE – ALLA FIRMA DEL MINISTRO E ALTRE (BRUTTE) NOVITA’! FIRMA LA PETIZIONE!

Gentili amici, cari colleghi,

Sembra (ma dal 8 maggio la notizia è confermata anche da ARI e CISAR) che la famosa modifica all’allegato 25 sia, dal 5 maggio 2022, pronta alla firma, sul tavolo del Ministro del Mi.SE. Giancarlo Giorgetti; voglio raccontarvi di cosa si tratta:

  1. Nuovo contributo per ponti ripetitori da versare, non si capisce bene se annualmente o in un’unica soluzione per il rilascio dell’autorizzazione e del relativo nominativo per le stazioni ripetitrici non presidiate. La cifra da corrispondere sembrerebbe essere fissata in euro 75 annuali (750 euro in un’unica soluzione) per ogni ponte. Ovviamente chi già possiede un ponte ripetitore, dovrà mettersi in regola, entro sei mesi, con il pagamento, pena la sospensione e il ritiro della licenza.
  2. Cancellazione del contributo di 5 euro, portando inevitabilmente – il servizio di radioamatore – al pari del semplice, se pur nobile, hobby CB e rischiando di non considerare più, quello del radioamatore, un importante servizio alla collettività.
  3. Contributo annuale per i beacon

Badate bene che queste non sono fantasie ma modifiche reali che da ieri – sembrerebbe – siano approdate, ribadisco, sul tavolo del Ministro dello Sviluppo Economico, pronte alla firma.

  • Per il punto 1, comprendente da soli il danno che si andrebbe a creare a tutta la comunità, portando, inevitabilmente ad un aumento delle quote associative di tutte quelle associazioni che detengono decine di ripetitori. Meno mi preoccupa il singolo radioamatore, perché, conosco colleghi che detengono da soli 10/15 licenze con ponti non funzionanti o chiusi in piccole reti locali, quindi, in questo caso si farebbe un pochino di pulizia, anche se, in maniera totalmente errata. Sarebbe bastato, a mio parere, mettere un tetto di licenze pari a 10 per ogni sezione/associazione locale e ad 1 licenza per il singolo radioamatore.
  • Per il punto 2, quello che ci contraddistingue come radioamatori è il fatto che siamo una comunità che offre un servizio professionale alla collettività in caso di emergenza (e non solo, tutte le sperimentazioni radio sono partite dai radioamatori). I 5 euro di contributo, qualora venissero tolti, ci porterebbero alla stregua dei servizi di banda cittadina che anche se rispetto e amo, non ha nulla a che vedere con l’importante servizio svolto dai radioamatori in alcuni casi di formazione presso le scuole e sempre presso prefetture e protezione civile in caso di emergenza. Sarei stato d’accordo ad aumentare – ad esempio – il contributo CB a 30 euro annuali, invece di cancellarlo e di portare quello di radioamatore a 15 euro per contribuire alla gestione delle pratiche ministeriali che ci riguardano.
  • Per il punto 3, voci di corridoio, stavolta non confermate, parlano di un contributo di 400 euro per una licenza beacon.

A chi, leggendo, non può o non vuole credere a quanto da me scritto, voglio raccontare come sono andate le cose:

Da circa 10 anni, giravano in rete, articoli che parlavano di un eventuale contributo per i ponti ripetitori. Negli ultimi 2 anni, le voci hanno cominciato ad essere sempre più insistenti, fino a quando, qualche mese fa, ho ricevuto da fonti attendibili, la conferma della volontà della modifica dell’allegato 25 da parte di un dirigente del MI.SE., Dott. Paolo D’Alesio, stesso funzionario che nel 2021, in piena pandemia, modificò l’allegato 26, soltanto affidandosi ad alcuni suoi consulenti fra i quali un noto radioamatore della capitale e a quanto parrebbe, senza interpellare nessuna associazione.

Allarmato da questa notizia, scrissi, nel febbraio 2022, per mia iniziativa e insieme al Presidente Onorario di A.O.T. Giuseppe Voci, I0TVL, una lettera al MI.SE. – coinvolgendo diverse associazioni e gruppi fra le quali Onda Telematica, R.N.R.E. e le sue associate, il Gruppo Radio Firenze e il CISAR che era all’oscuro di tutto – nella quale, firmata da tutti i presidenti, si chiedevano spiegazioni di quanto appreso e si invitava l’amministrazione a coinvolgere le Associazioni per eventuali decisioni a riguardo. Tentai anche di raggiungere il Presidente di ARI, attraverso un amico socio di questa importante associazione che dopo aver sottoposto la nostra volontà di scrivere al MI.SE., non ottenne risposta.

Il dirigente del MI.SE., promotore delle modifiche agli allegati 26 e poi 25, dott. D’Alesio, ci rispose – dopo pochi giorni – coinvolgendo di sua iniziativa anche ARI, confermandoci di fatto la volontà di modifica dell’allegato 25 e aggiungendo che non aveva problemi a coinvolgere in un tavolo tecnico le associazioni ma soltanto quelle nazionali, con sedi regionali, di fatto, tagliando la partecipazione mia e delle altre associazioni scriventi.

Per farvela breve…

Il 12 Aprile 2022, si svolgeva per via telematica, la prima riunione del tavolo tecnico con il dott. D’Alesio del MI.SE. e, fra i vari partecipanti, i rappresentanti/delegati dell’ARI e del CISAR. La sera stessa, molto correttamente, Il Presidente del CISAR, ENRICO IZ7JWR, mi informava di come si era svolta la cosa, confermandomi che il MI.SE. era intenzionato effettivamente a modificare l’allegato 25 e informandomi che ci sarebbe stata una seconda riunione i primi di maggio, nella quale sarei stato coinvolto come ascoltatore visto che ero stato io, il promotore della famosa lettera.

Enrico, mi portava anche a conoscenza anche di altre due notizie interessanti apprese durante la riunione, ovvero che il MI.SE. avrebbe voluto anche introdurre:

  1. Delega, alle associazioni ARI, CISAR e similari nazionali, per il rilascio delle patenti di radioamatori con esami nelle sedi delle stesse con in rappresentanza, per ogni sessione di esame, di un funzionario/commissario del MI.SE. a “Vigilare”.

  2. Realizzazione di un portale per i radioamatori (dal costo di circa 200/300 mila euro, anche se altre fonti informate dicono che il costo della commessa affidata ad una società specializzata, si aggirerebbe intorno al milione di euro) dove i radioamatori potrebbero in autonomia, accedendo con lo SPID, gestire le proprie pratiche e monitorare le posizioni dei ponti ripetitori.

Vi immaginate cosa significherebbe delegare le associazioni nazionali alla gestione degli esami e al rilascio delle patenti? In passato, in alcuni Ispettorati, ci furono problemi legati al rilascio “facilitato” di patenti, cosa che portò al trasferimento di alcuni dipendenti. Per causa di quel periodo, ci troviamo oggi in frequenza, colleghi che parlano il dialetto stretto, non conoscono nulla di elettronica e peggio non conoscono la normativa. Pensate cosa accadrebbe se a gestire un esame fosse un’associazione, inevitabilmente (siamo italiani), in alcune sezioni locali, si potrebbe ripresentare il problema, inoltre, affidando il servizio alle sole nazionali, le associazioni locali potrebbero soffrire – per causa della concorrenza sleale che si prefigurerebbe – di una inevitabile emorragia di soci.

Riguardo il Portale, potrebbe essere interessante, anche se entrambe i costi mi sembrano davvero esagerati.

Prontamente, scrivevo una mail alle associazioni promotrici della lettera, avvertendole di quanto recepito e chiedendo loro se fossero d’accordo a delegare il CISAR a rappresentarci.

Cosa è accaduto poi?

Sembrerebbe, anche dai video 1 e 2 diffusi da Giuseppe Misuri – Presidente Onorario CISAR, che la seconda riunione non ci sia stata e che il MI.SE., abbia proseguito per la sua strada, sottoponendo alla firma del Ministro, le modifiche di cui sopra (notizia che ho dato io per primo ad Enrico, nella quale anche lui ha trovato conferma attraverso sue fonti). Voglio aggiungere, che – sempre da voci di corridoio – l’intenzione del nuovo dirigente di tutti gli ispettorati d’Italia, dott. D’Alesio, sia quella – in buona sostanza – di privatizzare/delegare la gestione del servizio di radioamatore e di modificare a breve anche il codice delle Comunicazioni oltre che a non voler più rilasciare i nominativi di sezione. Spero che queste siano soltanto voci e scusandomi in anticipo per eventuali inesattezze, chiedo al dott. D’Alesio di confermare o meno questi rumors.

Alcune domande, in ogni caso, sorgono spontanee:

  1. Come mai ARI e CISAR, fino a prima della mia lettera non sapevano nulla di tutta questa storia?
  2. Come mai il rappresentante del MI.SE. presso il consiglio nazionale ARI, dott. Rocchi, non ha avvertito la stessa ARI che erano in corso discussioni importanti per le modifiche agli allegati 26 e 25 negli ultimi due anni o se lo ha fatto, perché ARI non è intervenuta per tempo, pubblicando la notizia della riunione inerente la modifica dell’allegato 25, su radio rivista, soltanto dopo la mia lettera?
  3. Come mai per sollecitare il MI.SE. a coinvolgere le associazioni di radioamatori, ho dovuto io sollevare il problema?
  4. Cosa hanno fatto negli ultimi dieci anni, ARI e CISAR, per rappresentare i radioamatori presso il MI.SE.?
  5. Come mai, il dott. D’Alesio, ha ritenuto opportuno incaricare in questi anni, alcuni suoi consulenti radioamatori e non i rappresentanti di tutte le associazioni di categoria per discutere delle modifiche agli allegati 26 e 25?
  6. Perché il CISAR, ha scritto una missiva al Ministro Giorgetti senza coinvolgere tutte le associazioni promotrici della prima lettera grazie alla quale, questa importante associazione nazionale, oltre ad essere venuta a conoscenza di quanto stava accadendo, si è potuta sedere al tavolo tecnico per confrontarsi con il MI.SE.? Perché si continua ad agire in maniera autonoma senza essere uniti? Non avete ancora capito che l’unione fa la forza? E non venitemi a dire che non c’era tempo…

Queste domande, al momento, rimangono senza risposta ma una risposta me l’aspetto almeno da voi colleghi: vi sentite ancora rappresentati dalle associazioni radioamatoriali?

In passato mi sono battuto per evitare i sequestri che alcuni ispettorati operavano su colleghi che detenevano radio con marcatura CE modificate, facendo riunire in commissione i funzionari e ottenendo una lettera dal MI.SE. che di fatto mi dava ragione sul fatto che i radioamatori potessero invece modificare i suddetti apparati (pubblicata sul mio sito e anche su RadioKit Elettronica). Dove stavano ARI e CISAR anche in quella occasione? Possibile che si debba sempre muovere un semplice radioamatore, informato dei fatti perché prima vice e oggi presidente di una piccola associazione di provincia per accendere i riflettori su questioni importanti per tutta la comunità radioamatoriale?

Tengo a precisare che in questo momento, parlo a nome di me stesso – per tutti i radioamatori, senza bandiere – e non dell’associazione della quale sono Presidente e che se le persone/associazioni da me citate vogliono intervenire replicando a questa mia, possono farlo direttamente qui sul mio blog o tramite mail all’indirizzo alex[at]iz0rin.it.

Credo nei radioamatori e odio i soprusi e i regolamenti dettati da persone che se pur in buona fede, forse conoscono poco il mondo radioamatoriale, per questo motivo ho attivato una petizione indirizzata al Ministro Giorgetti, nella quale chiedo di coinvolgere tutte le associazioni prima di firmare qualsiasi modifica a codice e regolamenti e di bloccare le modifiche all’allegato 25 oltre a permetterci di rivedere insieme l’allegato 26. Per aderire a questa petizione, cliccate qui https://chng.it/zzcj4ZG6cf

Aggiornamento del 8/05/2022
Il Cisar e Ari, confermano quanto da me scritto guardate il video di Giuseppe Misuri che mi cita con il mio nome “Alessandro” e in parte risponde ad alcune mio domande.

Aggiornamento del 9/05/2022
Il Presidente Onorario di Onda Telematica, Giuseppe Voci, interviene sull’argomento: https://youtu.be/I4Flu1W93iE

Aggiornamento del 09/05/2022 ore 20.00
– Il Presidente Onorario del Cisar, Giuseppe Misuri, dopo aver ricevuto conferma dall’avvocato Favata, Presidente di ARI, ci comunica che pare che la modifica all’allegato 25 sia stata al momento bloccata e tolta dalla firma del Ministro. Questo non significa che siamo fuori pericolo ma significa che con molta probabilità il MI.SE. convocherà una nuova riunione per discutere le modifiche da apportare. Vi prego quindi di continuare a firmare questa petizione perché più siamo e più in fase di riunione possiamo far valere le nostre ragioni.

Qui potete leggere la lettera di ARI al Ministro del MI.SE. Giancarlo Giorgetti e la nota del Presidente Favata che dichiara di aver parlato con il dott. D’Alesio che ha confermato la momentanea sospensione delle modifiche all’allegato 26.

73 de IZ0RIN Alex Presidente del 773 Radio Group
Firmate la petizione a questo link:

https://chng.it/5RLtCfmL

73 e speriamo bene

Alex IZ0RIN

Chiarimenti e richiesta di incontro – con il MI.S.E. – per dialogare sulle voci riguardanti un’eventuale tassa sui ripetitori radioamatoriali.

Viste le numerose e insistenti voci, sull’applicazione di una tassa sulle autorizzazioni dei ponti radio radioamatoriali e dal momento che avevamo avuto conferma che il MI.S.E. stava lavorando – dopo aver modificato lo scorso anno l’allegato 26 – alla modifica dell’allegato 25, in data 25 febbraio 2022, su proposta del Presidente del 773 Radio Group, Alex IZ0RIN e in collaborazione con il Presidente Onorario di Onda Telematica, Giuseppe I0TVL, le associazioni e i gruppi radioamatoriali: 773 Radio Group, Associazione Onda Telematica, CISAR, ARAC, R.N.R.E., Gruppo Radio Firenze, A.R.M. Monopoli, POLO POSITIVO, E.R.A.V. Mottola, CVPC Faenza, ARI-BO, A.R.E.C. Torino, OTH FROSINONE, CER. PIACENZA, RVE TAORMINA, hanno inviato al MI.S.E. una lettera congiunta per chiedere un incontro urgente per valutare insieme le proposte di modifica all’allegato n.25 D.LGS. 259/2003 (Codice delle comunicazioni) riguardante “Contributi” dovuti dai soggetti titolari di autorizzazione generale per le attività radioamatoriali.
Al riguardo, il MI.S.E., con lettera del 17 Marzo 2022, a firma del Dirigente della Divisione Dott. Paolo D’Alesio, ha espresso parere favorevole alla nostra richiesta, ritenendo opportuno rendere partecipi le maggiori associazioni radioamatoriali in merito alle iniziative della Direzione generale in corso di implementazione ed acquisire suggerimenti ed eventuali proposte migliorative della regolamentazione tecnica del settore. La conseguenza di questa importante decisione, è la convocazione delle associazioni radioamatoriali legalmente costituite e con articolazioni locali su più regioni per un confronto sulle tematiche del settore considerate maggiormente rilevanti.

Tutto questo, non può che rappresentare un importante elemento di vittoria per le Associazioni firmatarie della sopra indicata richiesta per aver riportato al centro dell’attenzione l’importante ruolo che esse svolgono in quanto rappresentanti dei radioamatori, ringraziamo il MI.S.E. per aver dimostrato sensibilità a riguardo, avendo accolto la nostra richiesta ma ci teniamo a sottolineare, che alla firma ha partecipato soltanto la sezione ARI di Bologna e non l’ARI Nazionale che contattata per interposta persona, non ha mai dato un cenno di riscontro a riguardo anche se, fortunatamente, il MI.S.E. stesso, è riuscito a coinvolgere anche loro. Ci rammarica il fatto, che questa iniziativa, non sia nata proprio su proposta della più importante Associazione Radioamatoriale Italiana che dovrebbe salvaguardare tutta la comunità di settore e auspichiamo che al tavolo colloquiale dove, come citato, purtroppo le piccole – anche se attive – associazioni senza sezioni su più regioni non possono partecipare, possa rappresentarci tutti in maniera adeguata.

73 de IZ0RIN – Alex

Presidente 773 Radio Group

Situazione radioamatori ucraini – nospot – nolog

Gentili amici e colleghi, come ben sapete il conflitto scoppiato in Ucraina, ha costretto il Governo del luogo ad attivare lo stato di guerra impedendo di fatto qualsiasi trasmissione radioamatoriale sul territorio, tuttavia, può accadere di ricevere o dialogare con qualche stazione ucraina. Qualora dovesse succedere, non mettetela a log, non spottatela e non divulgatene il nomitavo, potreste metterne in pericolo di vita l’operatore. Divulghiamo l’appello del sito https://www.iaru-r1.org/ dove alla seguente pagina ribadisce questo concetto:

“Any radio amateur currently transmitting from Ukraine is risking his or her life. If you hear a Ukrainian station, do not broadcast its callsign, location or frequency — whether on the band, in a cluster or on social media. You may be putting lives at risk.”

Source: DARC HF Committee via facebook

73 de IZ0RIN – Alex

mise: nuovo indirizzo posta elettronica per richiesta nominativo di stazione, contest, etc.

Una comunicazione da parte del MISE e passata inosservata a molti radioamatori è quella inerente il nuovo indirizzo di posta elettronica per la richiesta di nominativi di stazione e i nuovi moduli da compilare per le varie richieste. Ecco il testo della comunicazione preso dal sito governativo:

“Gentile radioamatore, la informo che la Direzione Generale per le Attività Territoriali dal mese di giugno 2020 gestisce il rilascio dei nominativi di stazione radioamatoriali – conseguentemente ha istituito un indirizzo di posta elettronica appositamente dedicato: 

radioamatori.dgat@mise.gov.it

Lei potrà utilizzare questo indirizzo per le sue richieste, sia per i nominativi delle stazioni radioamatoriali sia per la partecipazione ai contest e alle manifestazioni radiantistiche.
Per la richiesta del nominativo dovrà utilizzare gli appositi modelli realizzati dalla Direzione Generale i cui campi dovranno essere compilati con tutte le informazioni richieste, in particolare la mail e/o la PEC se ne è in possesso.”

per ulteriori informazioni https://ispettorati.mise.gov.it/index.php/direzione-generale-attivita-territoriale

73 de IZ0RIN

Presentazione Sistemi Digitali by IZ4HUF

Uno degli ambiti che sta interessando molti colleghi radioamatori è sicuramente il mondo dei sistemi digitali ed è innegabile che il DMR sta facendo da traino a un cambio di mentalità e di approccio anche verso gli altri sistemi D-Star e Wires X, già presenti nel panorama radioamatoriale e più o meno affermati.

Proprio per questo motivo nasce questa presentazione, per cercare di aiutare tutti i colleghi radioamatori con un po’ di curiosità per questo mondo: da chi si affaccia a uno dei tre sistemi a chi ne ha solo sentito parlare, senza la pretesa di essere un testo scientifico.

Tengo a precisare è che si tratta di un lavoro condiviso e frutto di un impegno comune che molti amici radioamatori in vari modi hanno contribuito a realizzare; proprio per questo motivo l’idea è di continuare ad aggiornarlo e magari di avere la collaborazione di altri che vorranno partecipare a questo piccolo progetto.

Nel Link sono disponibili due versioni per il download, una in .pdf di rapida consultazione e l’altra in formato Open Office per essere modificata e personalizzata a piacimento:

https://app.box.com/s/g5fe72mz1zbeuk96dsjs9dt2f9do84w8

Allego anche una Playlist su YouTube dove cerco, nei miei limiti di dare un’idea generale sui vari sistemi digitali utilizzando proprio questa presentazione:

https://www.youtube.com/playlist?list=PLRIqZMYYIufqS9wWCugsz0hy3-0UhlAmk

Voglio ringraziare Alex IZ0RIN, per la disponibilità e la pazienza nel aiutarmi sia durante la realizzazione di questa presentazione sia ora nel concedermi spazio all’interno del suo meraviglioso sito.

Naturalmente il ringraziamento va anche a tutte quei colleghi e amici Radioamatori che condividono le loro conoscenze ed esperienze sia in radio che altrove in pieno Ham Spirit!

Grazie

73, Alessandro Malaguti, IZ4HUF

Marcatura CE e Radioamatori: Le radio si possono finalmente modificare!

Una lunga diatriba, si è finalmente conclusa con il MISE che da sempre asseriva che le apparecchiature radioamatoriali di marca e marcate CE, non potevano essere modificate dai radioamatori, in quanto considerate immesse sul mercato. Non convinto di questa interpretazione della legge, Il 18 settembre 2017, scrivevo – in qualità di Vice Presidente dell’Associazione 773 Radio Group –  al Ministero Sviluppo Economico, per avere delucidazioni riguardo la modifica di apparecchiature radioamatoriali marcate CE in relazione al nuovo D.Lgs. 128/16 che ha abrogato, nel 2016, l’ex decreto 269/01.

Il MISE, rispondeva: “Possono essere oggetto di modifica solo le apparecchiature auto-costruite, ovvero in kit. Non possono essere alterate nemmeno attraverso configurazioni software che diano la possibilità di variare la potenza e la frequenza di utilizzo, quelle messe a disposizione sul mercato dalla grande distribuzione (Yaesu, ICOM, Standard, ecc. per esempio), quindi regolarmente certificate dai produttori e dotati di corretta marcatura CE”.

Allarmato da questa risposta, sottoponevo di nuovo il quesito al MISE con una serie di considerazioni da me sottolineate, riferendomi in particolare all’allegato I articolo 1 comma B che citava: Non sono considerate messe a disposizione sul mercato b) le apparecchiature radio modificate da radioamatori ad uso degli stessi. Il M.I.S.E., dopo aver valutato le mie rimostranze in sede di Commissione Consultiva Nazionale per la Sorveglianza del mercato, si esprimeva chiarendo definitivamente che la modifica delle apparecchiature radioamatoriali certificate e aventi apposta la regolare marcatura CE è consentita se usate esclusivamente da radioamatori.

Ovviamente le radio devono essere utilizzate come da allegato 26 del codice comunicazioni con particolare riferimento all’Art. 12 comma 8 e Art. 16 commi 1 e 2.


Art. 12
8. E’ vietato ai radioamatori intercettare comunicazioni che essi non hanno titolo a ricevere;
e comunque vietato far conoscere a terzi il contenuto e l’esistenza dei messaggi
intercettati e involontariamente captati.

Art. 16
Requisiti delle apparecchiature
1. Le apparecchiature radioelettriche utilizzate dalle stazioni di radioamatore acquistate, modificate o autocostruite, devono rispondere ai requisiti tecnici previsti dalla normativa internazionale di settore.
2 Le apparecchiature radioelettriche impiegate nelle stazioni di radioamatore, ove
predisposte ad operare anche con bande di frequenze, classe di emissione o potenze
diverse da quelle assegnate dal piano nazionale di ripartizione delle frequenze, devono
comunque essere utilizzate nel rispetto delle norme di esercizio di cui all’articolo 12.

Voglio ringraziare, per aver accolto e portato in commissione le mie richieste – delle quali potrà beneficiare tutto il mondo radioamatoriale – il dott. Stefano Briotti e la dott.ssa Eva Spina del Ministero dello Sviluppo Economico Direzione Generale Pianificazione e Gestione Spettro Radioelettrico, Sorveglianza del mercato R.E.D.

D.Lgs. 128/16

Attuazione della direttiva 2014/53/UE concernente l’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla messa a disposizione sul mercato di apparecchiature radio e che abroga la direttiva 1999/5/CE. (16G00137) (GU Serie Generale n.163 del 14-07-2016)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 15/07/2016

Allegato I )

APPARECCHIATURE NON CONTEMPLATE
DAL PRESENTE DECRETO

  1. Apparecchiature radio utilizzate da radioamatori ai sensi
    dell’articolo 1, definizione 56, delle norme radio dell’Unione
    internazionale delle telecomunicazioni (ITU), tranne nel caso in cui
    le apparecchiature siano state messe a disposizione sul mercato.Non sono considerati messi a disposizione sul mercato:
    a) i kit di apparecchiature radio destinati a essere assemblati e
    utilizzati da radioamatori;
    b) le apparecchiature radio modificate da radioamatori ad uso
    degli stessi;
    c) le apparecchiature costruite da singoli radioamatori per scopi
    scientifici e sperimentali nel quadro dell’attivita’ radioamatoriale.
    Equipaggiamento marittimo che rientra nell’ambito di
    applicazione della direttiva 96/98/CE e successive modifiche e
    integrazioni attuata con decreto del Presidente della Repubblica 6
    ottobre 1999, n. 407 e successive modifiche e integrazioni.
    3. Prodotti per aerei, loro parti e pertinenze rientranti
    nell’ambito di applicazione dell’articolo 3 del regolamento (CE) n.
    216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio.
    4. Kit di valutazione su misura per professionisti, destinati a
    essere utilizzati unicamente in strutture di ricerca e sviluppo a
    tali fini.
73 de IZ0RIN
Alex

Radioamatori, modifiche, sanzioni, autorizzazioni e marchio CE… un pò di chiarezza!

Cari amici e colleghi,

voglio portare alla vostra attenzione una parte della normativa che riguarda le sanzioni amministrative legate alle modifiche sulle radio con marchio CE.

Nel documento, redatto dall’ispettorato territoriale Emilia Romagna del MISE, si è inteso affrontare l’argomento con un approccio non meramente ricognitivo e con qualche attenzione alle situazioni nuove o problematiche. Le principali fonti normative a il documento fa riferimento, sono ovviamente quelle dell’Ordinamento italiano, anche se non mancano rinvii a norme o raccomandazioni internazionali. Le principali norme italiane considerate sono : − Legge 24 novembre 1981, n. 689 ( Violazioni amministrative) − D. Lgs. vo 9 maggio 2001 n.269 s.m.i. (Immissione sul mercato delle apparecchiature) − DM 13 novembre 2008, s.m.i. ( Piano Nazionale di Ripartizione Frequenze ) S.O. 255 alla GU n. 273 del 21-11-2008 − DM 28 maggio 2003 , s.m.i. ( Accesso radio a servizi pubblici Internet) − D.Lgs.vo 1 agosto 2003, n.259 s.m.i. ( Codice delle Comunicazioni elettroniche) − DM 10 gennaio 2005 , s.m.i. ( Interfacce radio regolamentate)

In particolare per i radioamatori, si sottolinea:

2) – Attività senza assegnazione di frequenza e senza protezione dai disturbi generati da altri utenti delle stesse bande, ma con protezione da quelli provenienti da altre bande, sotto le condizioni del PNRF.

Si tratta sostanzialmente dei Radioamatori.
Le autorizzazioni sono a titolo oneroso con contributi annuali simbolici di modestissima entità ( per controllo, verifica e protezione).

III) – Per apparecchiature funzionanti nelle bande di frequenza definite “ad uso collettivo e senza protezione ” ai sensi del D.Lgs.vo 259/03 art.104 comma 1 lett. c) punto 2) ( radioamatori) o definite di “libero uso” , la protezione da disturbi non è garantita.

La protezione può avvenire solo come conseguenza della repressione di una violazione, posta in essere dal disturbante, che comporti il sequestro con spegnimento della sua apparecchiatura, ex lege 689/81.

Marchio CE

11 – VIOLAZIONI AMMINISTRATIVE

L’eventuale violazione delle norme comporta l’avvio del procedimento previsto dalla legge 689/81, con l’applicazione delle sanzioni individuate dal D.Lgs.vo 259/03 per le autorizzazioni e dal D.Lgs.vo 269/01 per le apparecchiature. L’accertamento della violazione e l’eventuale contestazione e/o sequestro cautelare sono di competenza sia all’Ispettorato territoriale del Ministero dello Sviluppo Economico che della Polizia della comunicazioni. L’irrogazione della sanzione ed la confisca delle apparecchiature sono attribuite al Direttore dell’Ispettorato territoriale, in funzione di Autorità amministrativa ai sensi della legge 689/81. I controlli tecnici sulle apparecchiature sequestrate possono essere eseguiti dagli stessi Ispettorati (DM 275/02 art.5) o dall’Istituto Superiore delle Comunicazioni (ISCTI) o da privati “ laboratori di prova accreditati ” su incarico dell’organo accertatore. La norma prevede che comunque possono essere utilizzate soltanto apparecchiature regolarmente immesse sul mercato europeo ai sensi del D.Lgs.vo 269/01 ( Marcatura CE + Dichiarazione di conformità alla Direttiva 99/05/CE + notifica di immissione sul mercato – a cura del fabbricante o responsabile – nei casi previsti), costruite secondo norme armonizzate o meno (in quest’ultimo caso vi sarà il coinvolgimento di un Organismo Notificato) dall’Unione Europea, ma soprattutto esercite senza apporto di modifiche.

L’apporto di modifiche (da chiunque introdotte) genera apposite sanzioni pecuniarie, poiché fa decadere la conformità dell’apparecchiatura ai requisiti essenziali (unica eccezione i Radioamatori che possono modificare anche le apparecchiature
acquistate e marcate CElimitatamente a quelle a loro destinate ed operanti nelle bande riservate all’attività di radioamatore) .

73 de IZ0RIN – Alex

fonte:  MISE Ispettorato territoriale Emilia Romagna file: 4_5942835725081772103